Privacy International boccia Google, ma promuove eBay

Autorità e normativeSorveglianza

Il motore di ricerca parla di errori nello studio che ha esaminato venti
dotcom per verificarne la trasparenza nella tutela della privacy online. E
accusa Microsoft di conflitto di interessi

Venti aziende della Rete o dotcom sono state messe al microscopio da Privacy International per verificare come sono gestite (sotto il profilo della trasparenza e tutela della privacy o meno) le informazioni sensibili online. Maglia nera è Google, già vincitrice dell’italiano Big Brother award al convegno ePrivacy 2007 a Firenze. Privacy International invece premia eBay per la sua trasparenza. Ma, a parte eBay, a nche le altre Net aziende non sono rose e fiori in tema di privacy: Apple è troppo vaga e opaca; Microsoft è migliorata, ma in passato ha commesso gravi errori. Troppo disinvolta è anche Y ahoo!, come anche Facebook e Hi5. Ma sul banco degli imputati sembra proprio Google. Ecco cosa rimprovera Privacy International alla BigG. Il periodo di conservazione dei dati tra i 18 e i 24 mesi è considerato troppo lungo; le policy sulla privacy sono giudicate incomplete; l’acquisizione di DoubleClick sta inoltre suscitando un vespaio negli Usa per le possibili implicazioni future. Google però rimprovera al rapporto inesattezze ed errori; e tira fuori anche l’asso nella manica del conflitto di interessi: un consulente di Microsoft è nel board dell’associazione. Privacy International non si preoccupa di queste sottigliezze e, dopo questa bozza, promette una nuova release per settembre.

Autore: ITespresso
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