Privacy, la Cenerentola della Rete

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La tutela della privacy sembra un optional: Google l’ha liquidata in homepage con 28 parole, in un tribunale Usa Viacom pretende 12 Terabyte di dati sugli utenti di YouTube, e l’associazione Privacy International punta il dito contro Google Street View, la veduta stradale delle mappe di Google.

Ciliegina sulla torta: in una settimana, in cui la Privacy ha vissuto una serie di colpi mortali, è stato scoperto che solo negli areoporti Usa vengono smarriti, ogni settimana, dodicimila notebook aziendali. I dati sensibili, personali e business, sono sempre meno riservati e sempre più a rischio, sia “on” che offline

Secondo Eff (Electronic Frontier Foundation), il Giudice del caso Viacom contro Youtube, ha decretato la Caporetto della privacy degli utenti del

popolare sito di video sharing: Google dovrà fornire 12 Terabyte di dati degli utenti di YouTube a Viacom, per capire l’entità della pirateria ai danni della società. Google ha promesso che cercherà di anonimizzare i dati, ma secondo Eff è un compito titanico, non alla portata di Google.

E la privacy degli utenti di YouTube è a rischio: si saprà se uplodano video protetti da copyright, se guardano video non originali eccetera.

Nelle stesse ore o quasi di questo episodio, Google, mentre affermava di prendere le difese della privacy degli utenti di YouTube, veniva messa

alla berlina

per altri motivi sempre su questo fronte (la privacy è un vero nervo scoperto per il motore di ricerca): primo, perchédelegava il riferimento alla sua policy in materia di riservatezza dei dati, a 28, stringate e risicate, parole,

in homepage (28, non una di più); secondo, perché per l’ennesima volta, dopo alcune gaffe in Usa,Google Street View finiva nel mirino di un’associazione pro privacy in Europa.Privacy International vuole conoscere più nel dettaglio le tecnologie di offuscamento automatico di targhe e volti, prima di concedere un po’ di fiducia a Google nella veduta stradale. Perché la BigG non può fare della Prvacy in ambito Unione europea, ciò che fa normalmente negli Stati Uniti.

E non va meglio con il Web 2.0: settimana scorsa un’applicazione di Facebook Top Friends permetteva l’accesso a informazioni personali, senza permesso. E’ stata sospesa: nel frattempo, era stata violata anche la privacy della moglie di Larry Page, uno dei co-fondatori di Google, e dei manager di Facebook stesso.

Infine, un dato (che offre un’idea delle proporzioni del problema): non solo la Privacy è la Cenerentola della Rete:offline non va certo meglio. Ogni settimana negli scali statunitensi vengono smarriti 12mila notebook: mettendo a rischio dati a ziendali e personali. Al dilagare del Grande Fratello non c’è rimedio, per ora.

Autore: ITespresso
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