Privacy, la protezione dei dati personali è priorità per l’economia digitale

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Privacy, la protezione dei dati personali è priorità per l'economia digitale
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La tutela della Privacy è un fattore strategico di crescita per le aziende che investono nel digitale. L’analisi di Federprivacy

Le aziende dell’economia digitale trovano nuove opportunità e sfide. Secondo Federprivacy, la tutela della Privacy è un fattore strategico di crescita per le aziende che investono nel digitale.

La protezione dei dati sarà sempre di più una bussola indispensabile nel futuro digitale, sia per i privati che per le aziende, oltre che un traino di crescita e innovazione per tutto il Paese. Lo ha dichiarato il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, nel corso del 5° Privacy Day Forum organizzato da Federprivacy lo scorso 21 ottobre a Roma. Intanto si avvia a conclusione del lungo percorso di riforma del Regolamento e alle recenti sentenze della Corte di giustizia.

Privacy, la protezione dei dati personali è priorità per l'economia digitale
Privacy, la protezione dei dati personali è priorità per l’economia digitale

La vita che si svolge nella dimensione digitale non può più essere considerata come un’astrazione, un mondo parallelo e alternativo. Come sappiamo, è una dimensione ormai imprescindibile della realtà. Ma rispetto alla vita reale, nella società digitale il diritto è rimasto indietro rispetto alle dinamiche dell’innovazione e della nuova organizzazione dei rapporti sociali in cui le nostre persone sono più vulnerabili”, ha precisato Soro. “Proteggere i nostri dati nella dimensione digitale significa proteggere noi stessi e le nostre vite e affermare il principio secondo il quale le esigenze del mercato e delle aziende multinazionali che vi operano non devono necessariamente prevalere in caso di conflitto con i diritti dei cittadini. Siamo chiamati tutti ad un supplemento di consapevolezza rispetto al nesso profondo che lega lo sviluppo dell’economia con l a protezione dei dati personali”. E ha concluso: “I danni complessivi derivanti da attacchi informatici sono stimati in alcuni miliardi di euro, inclusi i costi di ripristino. Il furto d’identità, ad esempio, nel settore del credito ha assunto dimensioni rilevanti, con significativi impatti economici e sociali, e perdite stimante in 170 milioni di euro l’anno secondo una recente indagine di Crif. Auspichiamo che le disposizione del nuovo Regolamento cambieranno la prospettiva della protezione dei dati, con l’inserimento della figura del privacy officer e di meccanismi di tutela più efficaci“.


Andrea Chiozzi
, presidente di Metis Lab, ha commentato: “Con l’arrivo del web 3.0 il bilanciamento tra la possibilità tecnologica di fare marketing one to one, profilato e indicizzato, e la tutela delle informazioni personali diventa un asset strategico nelle analisi di brand reputation e customer satisfaction. Le aziende sono tenute a prestare una maggiore attenzione nella scelta di partner e fornitori, in grado di proporre e gestire strumenti per il web non invasivi e adatti alla gestione dei dati personali, all’efficienza degli strumenti e delle procedure, per non dovere impiegare risorse economiche e di tempo sproporzionate”.

Giovanni Crea, professore di psicologia economica e ICT dell’Università Europea di Roma, ha dichiarato: “Le esperienze in termini di tracking on line, comunicazioni commerciali non richieste, furti di dati personali dimostrano che difficilmente le dinamiche dei mercati in rete possano garantire, da sole, l’equilibrio tra gli interessi in gioco. Le imprese più lungimiranti dovrebbero interpretare i bisogni di protezione e di sicurezza dei consumatori, e il relativo quadro normativo riconducibile in primis al Codice della Privacy, come un’opportunità piuttosto che un vincolo”.

Autore: ITespresso
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