Privacy, la Ue indaga sul Regno Unito: sotto accusa è Phorm

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La legislazione britannica in tema di privacy è lacunosa: l’Unione europea apre una procedura d’infrazione per la Gran Bretagna

Una volta la privacy era un orgoglio britannico, come la Union Jack e la Regina. Oggi, l’Unione europe a apre una procedura d’infrazione per la Gran Bretagna in tema di privacy, a causa di una legislazione lacunosa e inadeguata.

Insomma, uno smacco per il paese che ha inventato la privacy. A costare caro è è Phorm, tecnologia di advertising behavioural che spedisce agli utenti iscritti messaggi pubblicitari, in base ai siti visitati.

Il commissario Ue Viviane Reding invita la Gran Bretagna ad aggiornare la sua legislazione sulla privacy. La Ue altrimenti sarà costretta a dare un ultimo avvertimento al Regno Unito, prima di deferirlo alla Corte di Giustizia Europea, per obblicare il governo inglese a conformarsi.

Di recente Iab Uk ha rilasciato un insieme di Good Practice Principles , che spaziando dalla privacy alle ads comportamentali. Si tratta di nuovi standard in tema di privacy, in grado di illustrare la natura proattiva di IAB. Il punto consiste nell’offrire maggiore trasparenza e possibilità di scelta nel cosiddetto “behavioural advertising” (per spiegare agli utenti quando e come viene usato, e come i consumatori possono evitarlo selezionando modalità di opt out).

Le linee guida saranno attive da settembre nel mercato Uk e saranno supportate da AOL, Google, Microsoft e anche Phorm. Nelle ultime settimane Phorm è stata messa sotto accusa per aver sconfinato nella vita online degli utenti.

Autore: ITespresso
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