Privacy online e reputazione, come gestirla su Google e Facebook

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Google lancia Me on the web per monitorare lo stato della privacy online e il livello della nostra reputazione su Internet. Come tutelare la privacy anche su Facebook, il social network che sfiora i 700 milioni di utenti

La Privacy a volte sembra una “Cenerentola del Web (e del Web mobile”, spesso sacrificata sull’altare del business. Ma tutelare la propria reputazione e il diritto alla privacy sul Web è possibile. Ecco i tool e le configurazioni dei setting su Google e Facebook. Debutta Google Me on the web, uno nuovo tool per monitorare tramite un account Google quali informazioni personali compaiono online. Il servizio prevede un invio ad ogni citazione del nome, oppure ad ogni pubblicazione dell’e-mail. Gli utenti possono personalizzare gli avvisi con un numero di telefono o l’indirizzo privato. “Me on the Web” funziona come Google Alert (con le query predefinite), ma è maggiormente accessibile in quanto fa parte della Dashboard di Google. “La vostra identità online è determinata non solo da ciò che voi postate, ma anche da ciò che gli altri pubblicano su di voi – sia che si tratti di una menzione in un post sul blog, un tag in una foto o una risposta a un aggiornamento di stato”, illustra il blog della Public Policy di Google.

Ma su Facebook come si può tutelare la propria privacy? Sophos raccomanda agli utenti Facebook di configurare in maniera efficace le proprie impostazioni sulla privacy dopo che il noto social network ha attivato la nuova opzione di photo-tagging. Il riconoscimento facciale suggerisce il tag giusto con il nome delle persone presenti nelle foto postate dagli utenti. Il social network non permette agli utenti di pre-approvare le foto in cui vengono taggati. Gli utenti possono infatti eliminare il tag manualmente solo dopo essere stati taggati. “Molto utenti si sentono a disagio sapendo che siti come Facebook possono riconoscere i loro volti e utilizzare tale informazione senza il loro consenso” commenta Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos. “La maggior parte degli utenti Facebook non sa gestire in modo corretto le proprie impostazioni sulla privacy e ritiene che il sistema sia molto confuso. Diventa inoltre ancor più difficile mantenere il controllo sui propri dati se Facebook modifica continuamente tali impostazioni, senza avvisare in modo chiaro e tempestivo gli utenti. Sarebbe importante che il social network implementasse la funzione di “Attivazione” della funzionalità di riconoscimento facciale, anziché costringere gli utenti a disattivarla in un secondo momento”.

Su Facebook esisono servizi che consentono di ottenere maggiore controllo sui propri profili, dentro, dove e quando interagiscono con gli altri. Download your Information permette di scaricare tutte le proprie foto, messaggi, video eccetera: in un singolo file zip, che viene inviato via e-mailed all’utente dopo aver inserito una password e dopo aver risposto a domande di sicurezza.

La dashboard di Facebook consente di vedere quali permessi sono associati ad ogni applicazione e quali informazioni vengono usate. Inoltre da tempo sono state semplificate la gestione dell’app privacy settings per renderla più transparente. Per mantenere private le foto del Profilo, è sufficiente andare su “informazioni personali”, quindi “album fotografici” e “profilo”. Le richieste insistenti di amicizia su Facebook, come nella vita reale, sono inopportune: da Informazioni sulla Privacy si può fare una sorta di black list scegliendo l’opzione Elenco utenti bloccati.

Dal menu privacy, è infine sufficiente andare su Applicazioni e siti web ed eliminare personalizzazione istantanea per evitare la condivisione di dati personali con alcuni siti esterni. Sempre in tema di condivisione, da Account, cliccando su impostazioni sulla privacy, si può selezionare: la condivisione con tutti, amici di amici, solo amici, oppure personalizzare (nessuno o solo certi amici).

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