Privacy: Propaganda elettorale, le regole per l’uso dei dati

Sicurezza

Il Garante: necessario acquisire il consenso dell’elettore prima di chiamarlo sul telefono cellulare o inviargli fax, Sms, Mms ed e-mail

ROMA. Garanzie per gli elettorali e regole precise per partiti e candidati impegnati nelle prossime consultazioni elettorali e referendarie di aprile e maggio 2005. In particolare, se vengono utilizzati sistemi di comunicazione elettronica come Sms, Mms, e-mail. Con un provvedimento, del quale e’ relatore il vicepresidente Giuseppe Santaniello, (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo 2005), l’Autorità Garante ha riaffermato le regole per candidati e forze politiche che stanno avviando iniziative di comunicazione e propaganda elettorale. Questo tipo di attività comporta infatti l’uso di dati personali dei cittadini; il loro diritto di concorrere alla politica nazionale deve essere esercitato nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali ed, in particolare, alla protezione dei dati personali che li riguardano. Le regole confermano e rafforzano, alla luce delle novità introdotte dal Codice della privacy, il quadro di garanzie fissato dal Garante lo scorso anno in occasione di appuntamenti elettorali. Come risulta dalla newsletter del Garante n. 247 del 28 febbraio – 6 marzo 2005 in particolare chi effettua propaganda elettorale tramite fax, telefono cellulare, e-mail ha l’obbligo di dare l’informativa ai cittadini e acquisirne il consenso prima di qualsiasi comunicazione. L’uso dei numeri dei cellulari per l’invio di messaggi Sms e Mms e’ vietato senza il consenso preventivo e informato dell’abbonato o del reale utilizzatore della scheda prepagata. Allo stesso regime sottostanno gli indirizzi e-mail i quali, come sottolineato più volte dal Garante, non rientrano tra le fonti pubbliche utilizzabili liberamente. E’ quindi illecito il loro uso senza consenso preventivo dell’abbonato. Il Garante ha, inoltre, esonerato candidati e partiti dal fornire l’ informativa agli interessati prevista della disciplina sulla privacy. Le stesse norme, infatti, consentono di non adempiere a tale obbligo nel caso in cui, come e’ quello in questione, esso comporti un impiego di mezzi sproporzionato. Dunque, non saranno tenuti all’informativa fino al 30 giugno 2005 i partiti politici e i candidati impegnati nelle prossime consultazioni elettorali nel caso inviino solo materiale propagandistico di dimensioni ridotte (i cosiddetti “santini”) e purché utilizzino dati estratti da pubblici registri, elenchi, atti conoscibili da chiunque e solo per finalità elettorali. Partiti politici e candidati potranno conservare questi dati anche successivamente solo se informeranno, anche in modo semplice e sintetico, tutti gli interessati entro il 30 settembre 2005. Altrimenti entro tale termine dovranno distruggere i dati. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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