Privacy Shield è il nuovo patto in vigore nella UE

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Privacy Shield è il nuovo patto in vigore nella UE
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Andrus Ansip, vice presidente del Digital Single Market della Commissione europea, ha spiegato che l’approvazione del Privacy Shield porterà chiarezza per il business in Rete che trasferisce dati fra gli utenti europei e i server USA (e viceversa)

Finalmente è entrato in vigore il Privacy Shield, il nuovo scudo per la riservatezza degli utenti online dell’Unione europea (UE). La Commissione europea (EC) ha adottato la nuova normativa, frutto del nuovo accordo fra Stati Uniti e Unione europea. Il nuovo accordo fra Bruxelles e Washington sul trasferimento dati, sostituisce il precedente patto, ormai defunto, dopo il tramonto del Safe Harbour, prima travolto dal caso di sorveglianza di massa NSA e, poi, bocciato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il Safe Harbour era durato 15 anni.

Andrus Ansip, vice presidente del Digital Single Market della Commissione europea, ha spiegato che l’approvazione porterà chiarezza per il business in Rete che trasferisce dati fra gli utenti europei e i server USA (e viceversa): “Abbiamo lavorato duramente con tutti i nostri partner in Europa e USA, per portare in porto questa intesa“. Lo scudo per la riservatezza vale 250 miliardi di dollari di servizi digitali.

Privacy Shield è il nuovo patto in vigore nella UE
Privacy Shield è il nuovo patto in vigore nella UE

Innanzitutto, le aziende USA devono aderire a nuove regolamentazioni, condizioni stringenti, su come sono raccolti, archiviati e usati i dati sui cittadini europei; il tutto sotto la supervisione del  Dipartimento del Commercio USA. Esso sarà soggetto ad enforcement da parte della Federal Trade Commission (FTC). Ma – e qui nasce un primo punto critico – le specifiche di questi requisiti non sono state finalizzate.

In secondo luogo, le aziende USA che vogliono importare dati personali dall’Europa devono accettare limitazioni su come questi dati possono essere elaborati assicurando i diritti dei cittadini.

In terzo luogo, gli Stati Uniti forniranno garanzie scritte per le tutele, direttamente dai responsabili della National Intelligence USA: “Per la prima volta in assoluto gli Stati Uniti hanno dato all’Unione Europea garanzie vincolanti che l’accesso [ai dati] da parte delle autorità giudiziarie e per la sicurezza nazionale sarà soggetto a limitazioni, tutele e meccanismi di controllo chiari”, ha precisato il commissario europeo Vera Jourova.

I punti critici dell’accordo, secondo i garanti europei, partono dalla mancanza di un testo: in assenza di documenti, il parere slitta, pur “accogliendo con favore la conclusione delle negoziazioni.

Nonostante rassicurazioni e previsoni, Article 29 Working Party delle autorità europee di protezione dati non considera lo scudo per la privacy online sufficientemente rigoroso.

Autore: ITespresso
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