Privacy sotto pressione con Web 2.0 e impronte digitali sulla carta d’identità

Autorità e normativeSorveglianza

Dal 2010 le impronte digitali spiccheranno su tutte le carte di identità. Il Grande Fratello dilaga e a impensierire il Garante ci si mettono le intercettazioni telefoniche, il social network, le banche dati Dna

La Relazione annuale al Parlamento del Garante della Privacy mette in guardia dal Web 2.0 e dall’invasione delle nuove tecnologie sulla privacy.

Il Grande Fratello dilaga: dal social network (YouTube, MySpace e Facebook) alle impronte digitali sulla carta d’identità. La privacy è sotto pressione, nei social network come negli uffici giudiziari.

La scorsa notte un emendamento alla Manovra del governo ha sancito che le impronte digitali verranno prese e compariranno s ulla carta d’identità di tutti dal primo gennaio 2010.

Accanto alla fotografia, ci saranno le impronte digitali sulla carta d’identità, che durerà dieci anni, il doppio rispetto ad oggi.

Finora una direttiva europea imponeva che venisse presa l’impronta di un dito (genericamente l’indice) per ogni mano sulle sole carte d’identità elettroniche.

Invece dal 2010 la raccolta delle impronte digitali sarà anche per le carte di identità tradizionali.

Ma il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, già ravvede un rischio privacy: gli u ffici giudiziari in fatto di tutela dei dati personali sono “quasi all’anno zero”.

Sulle impronte il Garante sollecita un “fermo e chiaro invito alla moderazione“, soprattutto quando vengono impiegate “secondo criteri discriminatori“. La requisitoria di Pizzetti se la prende anche contro la raccolta dei dati biometrici, che “si va diffondendo a macchia d’olio, sia nel mondo del lavoro sia in altri ambiti”, un terreno potenzialmente lesivodella dignità delle persone“.

Il Garante italiano della Privacy non nasconde la sua preoccupazione anche perr il Web 2.0:per Youtube, Facebook e MySpace, il Social Network. “Assistiamo – sottolinea il Garante – con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Networks, come Myspace e Facebook, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete“.

I giovani e i teenager sono poi spesso troppo disinvolti e inconsapevoli nel mondo luccicante deol Web 2.0.

Localizzazione geo-satellitare, detenzione (seppur protetta) dei dati sanitari degli utenti, lo storage di tutto il traffico email sono temi affascinanti della modernità, ma potrebbero essere una sorta di trappole, di cui si intravedono le possibili derive.

Ma il Garant e teme il geo-marketing e la “pubblicità comportamentale”, quella mirata e su misura degli utenti, ad hoc per persone dalla cui navigazione Web, si traccia tutto (gusti, interessi e comportamenti personali eccetera).

Insomma, non ci sono solo le temibili intercettazioni telefonich e, la cui privacy sta tantoi a cuore al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

La privacy è sotto pressione ovunque:in Procura come su Internet, dove prospera anche il cybercrime sempre a caccia di dati sensibili, da cui trarre guadagni facili.

Se le i ntercettazioni sono un’anomali italiana, anche le i mpronte e le banche dati del Dna fanno forse venire i capelli bianchi al Garante Privacy. Per non parlare del Web 2.0 e di Internet.

Autore: ITespresso
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