Privacy: un altro intervento inutile ed inopportuno del legislatore

Autorità e normativeSorveglianza

Legge n. 15/09, altra iniziativa legislativa di dubbia legittimità sia dal punto di vista formale che sostanziale

La legge 15/09 (delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonche’ disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti) ha aggiunto all’articolo 1, comma 1, del codice in materia di protezione dei dati personali il seguente periodo: “Le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione pubblica e la relativa valutazione non sono oggetto di protezione della riservatezza personale“.

Sinceramente ancora una volta ci troviamo di fronte ad un ‘iniziativa legislativa di dubbia legittimita’ sia dal punto di vista formale che sostanziale.

Formale perche’ una tale integrazione relativa allo svolgimento di funzioni pubbliche non puo’ essere inserita in una disposizione di carattere generale come quella di cui all’art. 1 del d.lgs. n. 196/03, ma al massimo nella parte relativa ai soggetti pubblici e cioe’ al Titolo III, Capo II del codice.

Sostanziale perche’, al di la’ delle tipiche difficolta’ ermeneutiche della legislazione italiana, non ravviso l’opportunita’ di una tale precisazione in quanto il codice gia’ chiarisce che la normativa sulla privacy in buona parte non viene applicata quando il soggetto pubblico agisce nel rispetto della legge e quindi nell’ esercizio delle sue funzioni.

Altro concetto e’ poi quello relativo al soggetto privato che esercita funzioni pubbliche. In questo caso c’e’ da discutere molto sulla validita’ di una simile affermazione che comunque non puo’ essere sintetizzata in questo modo.

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Autore: ITespresso
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