Professione smartwatch. Tre motivi per indossare gli orologi hi-tech

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Professione smartwatch
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Gli smartwatch sono dispositivi in grado di rilevare parametri biometrici, utili non solo per il fitness ma anche per monitorare il nostro stato di salute, e per comunicare con le app di smartphone e tablet, a partire dai sistemi di m-payment

Non solo moda. Se indossiamo smartwatch, gli orologi hi-tech sempre più diffusi, non è solo perché sono dispositivi che mettono l’accento sul fashion, ma per diverse ragioni. Gli smartwatch sono dispositivi in grado di rilevare parametri biometrici, utili non solo per il fitness ma anche per monitorare il nostro stato di salute, e per comunicare con le app di smartphone e tablet, a partire dai sistemi di m-payment. Fitness, salute e pagamenti mobili potrebbero essere le tre killer application che potrebbero rendere mainstream gli smartwatch.

Professione smartwatch
Professione smartwatch

I braccialetti per il fitness possono convivere con un orologio, gli smartwatch forse no, ma non è chiaro se gli smartwatch si aggiungeranno all’orologio da polso, o se saranno in grado – progressivamente – di avere un ruolo disruptive nel mercato tradizionale.

Antesignani degli smartwatch sono stati Microsoft SPOT (Smart Personal Objects Technology),  e gli watch-phone Samsung SPH-WP10 e poi S9110, oltre al cellulare orologio stile James Bond di Lg (datato 2009).

Ma il primo smartwatch ad entrare nell’immaginario collettivo è stato Pebble, finanziato con una campagna di crowfundind con Kickstarter (primavera 2012), un’ottima proposta che ha funzionato con iPhone, iPod Touch, Android, e disponibile in diversi colori.

Nel 2014 Pebble si è aggiornato alla seconda versione: più elegante in acciaio inossidabile spazzolato, con finitura nera e opaca. Con la tecnologia ePaper per il display e resistente all’acqua, si è fatto notare perché economico (circa 129 euro) e pratico, con i suoi 38 grammi di peso e un’ottima autonomia fino a 7 giorni.

Pebble Steel è il nuovo smartwatch: ha spopolato nella categoria Wearable technology
Pebble Steel è il nuovo smartwatch: ha spopolato nella categoria Wearable technology

In seguito, Toq di Qualcomm (novembre 2013) – venduto anche da Amazon – si è contraddistinto per il sistema di ricarica WiPower LE. Anche in questo caso,  il produttore ha cercato di farsi notare con una proposta originale. Pioniere del mercato smartwatch è Sony. Ha presentato Sony SmartWatch, declinato in diversi modelli. Il primo smartwatch con supporto Android Wear ha rappresentato un salto di qualità, un vero balzo in avanti nell’ambito della  Wearable technology, sfruttabile in abbinata con tutti gli smartphone dalla versione Android 4.3 in avanti, pieno supporto Bluetooth e NFC. Con SmartWatch 3 possiamo sottoineare alcune tendenze in atto: migliorano i form factor, i display (LCDTransflective), le finiture. Rimane la dipendenza degli smartwatch da uno smartphone.

Ma la competizione è sempre più forte. Nuovi modelli e proposte si affollano sul mercato. Samsung è entrata con la gamma Galaxy Gear e poi Gear 2 e Gear 2 Neo. Il vendor sud-coreano ha preferito il sistema operativo Tizen. La proposta Gear S, con quadrante curvo, grande (2 pollici di display), per un peso complessivo di oltre 65 grammi, spicca perché è tra i primi modelli a rivendicare una completa indipendenza dallo smartphone, e quindi con connettività 3G, 512 Mbyte di Ram e 4 Gbyte di memoria interna. È previsto il supporto WiFi, sensore Gps. Invece usa Android Wear  LG G Watch, lo smartwatch interpretato dal vendor, come periferica all-purpose, versatile, pronta soprattutto a dialogare anche con i televisori – per esempio.

LG G Watch R
LG G Watch R

Oggi gli smartwatch possono sostituirsi all’orologio tradizionale. Con LG G Watch R e Moto 360 si osserva una migliore risoluzione dei display (intorno ai 320×320 pixel e 320×290 pixel). In queste declinazioni sembra evaporare la proposta di uno smartwatch come smartphone in miniatura, e prende vita l’idea – più accattivante – di un device indipendente. E così ecco che approdiamo a un altro Android Wear, Asus ZenWatch, uno dei device più coerente con questa nuova idea. Parola d’ordine è l’integrazione nella vita quotidiana, per rendere lo smartwatch un oggetto da utilizzare tutti i giorni.

Tabella comparativa smartwatch
Tabella comparativa smartwatch

A proporre smartwatch non sono solo i pionieri o i grandi vendor: Pebble,Qualcomm, Sony, Samsung, Motorola, LG, Asus. Hanno detto la loro anche Alcaltel OneTouch con un device economico, Garmin con Epix e VivoActive eccetera. Ma oggi ferbe l’attesa per Apple Watch, per comprendere se dopo la proposta Apple tutto il comparto volta pagina, come è accaduto con iPhone, oppure se quella di Apple sarà un’ottima proposta, ma senza rappresentare una ‘svolta’.

PricewaterhouseCoopermisura la febbre da Wearable tech (in foto: Asus Zenwatch)
Asus Zenwatch

Il mercato smartwatch vede in azione le piattaforme Android Wear, quella di Apple, Samsung Tizen e Microsoft Band. Ma Juniper Research promuove la più ampia compatibilità cross-platform, possibile sia tramite un’applicazione, sia seguendo vie di sviluppo come quella di Pebble, per esempio.

Ma per passare da moda a strumento necessario, gli smartwatch devvono essere effettivamente in grado di monitorare i parametri della nostra forma fisica, così come della nostra attività, ma dovrebbero diventare il device più a stretto contatto con il nostro corpo, l’ultima frontiera degli alert della giornata, quelli a cui è impossibile dire: “non l’ho sentito”, quindi ancora centri di notifica e smistamento di task che poi si potranno completare. Più della potenza di calcolo, in questi oggetti contano l’autonomia, l’ergonomia e la scelta dei materiali. Ma, ancora una volta, giocherà un ruolo non secondario l’ecosistema. Ma gli smartwatch potrebbero diventare importanti nella diffusione degli m-payment.

Microsoft Band è il primo dispositivo di Wearable Tech diell'azienda
Microsoft Band è il primo dispositivo di Wearable Tech diell’azienda

Il prezzo medio degli smartwatch dovrebbe attestarsi poco sopra i 150 dollari (secondo Gartner), e nel 2016 gli smartwatch rappresenteranno circa il 40 percento dei dispositivi indossati al polso. Oramai i vendor ci sono: 7 su 10 tra i più importanti sono già operativi nel comparto.

– Leggi anche: Rivoluzione smartwatch, tra moda e necessità

Autore: ITespresso
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