Professionisti allo sbando

DataStorage

Se in ambito aziendale esistono valide soluzioni per il backup dei dati, i professionisti che di solito si affidano a sistemi studiati per le applicazioni home, possono incontrare non poche difficoltà a trovare le corrette combinazioni per salvaguardare le informazioni vitali alla propria attività

Il guasto di un drive, per quanto indesiderabile è un evento che può anche rientrare nella normalità, soprattutto se riguarda una periferica utilizzata pesantemente per lunghi periodi di tempo. Due failure contemporanee iniziano ad essere un evento piuttosto improbabile. Una serie di diversi guasti contemporanei iniziano a rappresentare un fenomeno degno della serie televisiva ‘ai confini della realtà’. Purtroppo però sono situazioni plausibili per sistemi non appositamente studiati per applicazioni aziendali o mission critical, ma bensì per l’ambito home. Con questo non si vuole affermare che gli home Pc siano di qualità scadente, ma le verifiche e il livello di affidabilità che devono garantire i sistemi home sono sicuramente inferiori a quelli normalmente richiesti per i sistemi aziendali. Per compensare la maggior ‘delicatezza’ dei sistemi ai quali i professionisti affidano giornalmente la propria sopravvivenza è indispensabile adottare corrette procedure di backup e disaster recovery, che consentono di limitare danni che altrimenti condurrebbero alla perdita irrimediabile di dati fondamentali. Tali procedure che possono trovare una semplice soluzione in ambito aziendale possono costituire un problema piuttosto serio per la maggior parte dei professionisti, che utilizzano per le proprie attività Pc normalmente pensati per l’ambito Home, e per i quali non esistono commisurati sistemi di backup. La fonte del problema Normalmente i professionisti tendono a registrare grandi quantità di dati su Pc molto simili a quelli che attualmente vengono venduti per gli utilizzi casalinghi. In questo settore, soprattutto grazie all’affermarsi di attività di editing audio/video si è assistito alla creazione di un divario tra le capacità di memorizzazione dei dischi forniti di serie con i Pc, e i supporti disponibili per effettuare copie di backup. Oggi qualsiasi sistema home o small office viene fornito almeno con un disco fisso da 80 Gb. Gli attuali Dvd permettono di archiviare un quantitativo sicuramente inferiore di dati, situazione che richiede di identificare con chiarezza quali sono i dati fondamentali da salvare. Effettuare ogni volta il backup totale di 80 Gb su dischi ottici o nastro può rivelarsi un’operazione eccessivamente lunga. Inoltre, ricorrere a soluzioni professionali, simili a quelle adottate in ambito aziendale, per effettuare il backup dei dati memorizzati sul Pc può a volte rivelarsi una scelta sproporzionata, sia in termini di potenza sia di costi, rispetto all’effettiva quantità di informazioni che devono essere memorizzate. Il settore dei professionisti sembra quindi costituire una sorta di limbo tra quello degli utenti Home e quello delle aziende. Da una parte gli strumenti disponibili sono ritagliati su misura per l’utilizzo personale, mentre dall’altro le esigenze di business continuity e di sicurezza sono quelli propri del settore aziendale. Quali file? Il problema non riguarda solo la parte hardware dei sistemi, ma anche quella software. Normalmente in ambito aziendale è molto semplice effettuare backup progressivi di dischi, unità virtuali o particolari directory, in quanto la possibilità di organizzare le aree di storage in base alle policy, ai reparti o alla tipologia di dati permette di implementare efficienti politiche di salvataggio. La parte occupata dal sistema operativo per esempio, in ambito aziendale viene efficacemente gestita dai sistemi Raid che garantiscono la continuità del business. A livello locale anche i singoli professionisti sentono l’esigenza di garantirsi la possibilità di poter ripèristinare in breve tempo l’efficienza del sistema eventualmente compromesso. Anche in questo caso le soluzioni esistenti sono spesso insufficienti oppure sproporzionate. Inoltre, alcuni programmi come per esempio quelli di posta elettronica prevedono l’esecuzione saltuaria di copie di backup dei messaggi e/o della rubrica. La soluzione più semplice per risolvere questo tipo di problemi ai professionisti è quella di ricorrere a programmi in grado di memorizzare qualsiasi tipo di dati e lo stato del sistema in file di backup che rappresentino una sorta di istantanea dell’intero sistema. Programmi come drive image di PowerQuest o il Norton Ghost possono rappresentare validi strumenti per raggiungere lo scopo. Conclusioni Abbiamo visto come i professionisti che lavorano in proprio e che si affidano a sistemi home per gestire la propria attività, pur avendo esigenze comuni a quelle dell’ambito aziendale sono spesso costretti ad affidarsi a strumenti e soluzioni con livelli qualitativi inferiori. Questo compromesso si riflette pesantemente anche sulle esigenze di storage e backup, oltre ovviamente che su quelle di business continuity e delle prestazioni. Per quanto riguarda l’hardware per l’esecuzione sicura del backup del sistema esistono fondamentalmente tre diverse possibilità: i nastri magnetici, gli hard disk esterni e i supporti ottici. I nastri offrono elevate capacità di memorizzazione e grazie al fatto di essere racchiusi in apposite cartridge risultano più duraturi di altri supporti. Di contro i dispositivi di backup a nastro validi risultano piuttosto costosi e richiedono software proprietari per essere utilizzati. Esistono attualmente nastri che offrono capacità di memorizzazione variabili tra i 25 GB e i 100 GB. Ultimamente, grazie anche alla disponibilità di interfacce di connessione ad alta velocità come la FireWire e l’Usb 2.0 si stanno affermando le soluzioni di storage basate sull’utilizzo di hard disk esterni. Il ricorso ad hard disk esterni permette di implementare piani disaster recovery piuttosto efficienti, permettendo di collocare i dischi esterni di backup in apposite casseforti oppure in luoghi diversi rispetto a quello dove è posizionato il Pc di lavoro. La disponibilità di connessioni P&P permette inoltre di connetterli immediatamente ad altri sistemi disponendo immediatamente dei dati fondamentali. L’ultima alternativa è rappresentata dai supporti digitali come per esempio I CD e I Dvd. In questo caso il fattore penalizzante è costituito dalla ridotta capacità degli attuali supporti e dalla loro ‘delicatezza’. Per effettuare l’archiviazione di qualche GigaByte di dati sono necessari diversi supporti, particolarità che richiede la necessità di individuare e salvare solo alcuni sottoinsiemi di file e documenti. Una speranza per quanto riguarda i Dvd è rappresentata dalle nuove tecnologie emergenti blu laser, che promettono di aumentare significativamente le capacità di memorizzazione di questi supporti. Infine, per quanto riguarda il software, conviene quando posssibile, orientarsi su programmi che permettono di effettuare una ‘fotografia’ dell’intero sistema, dando così la possibilità di salvare oltre ai dati anche la configurazione di sistema e i programmi installati. Grazie a queste caratteristiche, nel caso in cui l’intero sistema venisse compromesso, sarebbe possibile ripristinare in breve tempo il proprio ambiente di lavoro.

Autore: ITespresso
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