Progetto Eiffel, Telecom Italia pronta a quotare le torri

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In primavera sbarcherà in Borsa l’italiana Inwit che possiede 11.519 antenne per la trasmissione del segnale mobile

Il risiko delle Torri per cellulari e Tv è iniziata. Dopo la cessione delle antenne Atlantia e Wind, la quotazione di Ray Way e l’offerta di El Towers sulla controllata Rai, tocca a Telecom Italia quotare le sue torri. È il Progetto Eiffel, l’offerta pubblica di vendita fino al 40% della Infrastrutture Wireless Italiane. Avverrà a giugno, con un valore di circa 1,5 miliardi (forte di 135 milioni di Ebitda), ma Telecom Italia spera di arrivare a 1,6-1,7 miliardi. Il consorzio è guidato da Banca Imi e Deutsche Bank, mentre la consulenza legale è affidata agli studi D’Urso Gatti Bianchi, Cleary Gottlieb e White & Case.

Telecom Italia quota le torri
Telecom Italia quota le torri

Fra maggio e giugno, sbarcheranno in Borsa l’iberica Cellnex (del gruppo Abertis) e l’italiana Inwit che possiede 11.519 antenne per la trasmissione del segnale mobile.

La capogruppo condotta dal Ceo Marco Patuano conta 1,4 miliardi di avviamento usciti dal bilancio. Ma Telecom Italia trasferirà 120 milioni di euro di debiti alla prossima matricola di Piazza Affari: saranno rifinanziati e poi rimborsati.

Telecom Italia pagherà ogni anno 140 milioni per l’ospitalità dei suoi apparati sulle torri Inwit sui 7400 siti nelle aree a bassa densità abitativa; e 113 milioni sugli altri 4100. Il piano triennale ha ricevuto l’ok del board, ma le cifre saranno rivalutate con l’inflazione dopo il primo biennio. Telecom copre circa il 90% dei ricavi iniziali; gli introiti residui provengono dai canoni pagati da Vodafone, Wind, H3G, gli atri operatori, e dalla Protezione civile.

Il margine lordo del 2015 si attesterà a 135 milioni. La crescita stimata è attribuita alla rinegoziazione degli affitti e al rilascio di alcune torri nei centri minoro, purché subentrino altri operatori.

Telefonica si prepara a uscire da Telecom dopo il semaforo verde preliminare, da parte dell’Antitrust brasiliano, all’acquisto di Gvt (gruppo Vivendi). L’operazione vale 7,2 miliardi di euro.

Telecom Italia ha incorporato TI Media, dopo essere tornata all’utile. La società ha archiviato il 2014 riportando i bilanci in nero, registrando profitti consolidati pari a 1,35 miliardi di euro, rispetto al rosso da 674 milioni di euro del 2013.

Il fatturato dell’esercizio si è attestato a 21,57 miliardi, in flessione del 7,8%. L’assemblea dei soci è fissata per il prossimo 20 maggio.

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Autore: ITespresso
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