Proprietà intellettuale. Tutti contro il brevetto JPEG

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La Public Patent Foundation, ente che si occupa di difendere il pubblico interesse dalle minacce provenienti dal mondo brevettuale, ha sollevato la richiesta di riesame del brevetto sul JPEG avanzato da Forgent Networks

AUSTIN, TX (USA). La Public Patent Foundation ha inoltrato una formale richiesta di revoca del brevetto sul JPEG all’Ufficio Statunitense per i Brevetti e i Marchi. Lo standard per immagini JPEG e’ divenuto negli ultimi anni uno dei piu’ usati e diffusi in assoluto al mondo. Si tratta di un formato utilizzato non solo nel mercato consumer, ma anche in quello professionale e molti dispositivi digitali ne fanno grande uso. Se le pretese di una societa’ texana, Forgent Networks, dovessero avere fondamento, tutti coloro che usano il formato JPEG dovranno pagare le relative royalty. Il brevetto e’ stato registrato nell’ottobre 1987 dalla Compression Labs, azienda in seguito acquistata da parte di Forgent Networks, che ha recentemente avanzato richieste risarcitorie contro alcune famose aziende IT mondiali. Destinatari illustri delle sue citazioni in giudizio sono stati Microsoft, Apple, Google e Adobe. Il brevetto viene messo oggi in discussione dalla Public Patent Foundation, che basa le proprie richieste sulla base della regola della c.d. prior art: Forgent deve dimostrare che nessuno prima di Compression Labs aveva realizzato una simile tecnologia. Qualora cio’ non possa essere dimostrato, allora non vi sarebbero motivi per tenere in piedi il brevetto 4.698.672 relativo appunto al formato grafico JPEG. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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