Prospettive software

Management

Il gestionale in Italia. Esa Software, Passepartout e Teamsystem. Le strategie, gli obiettivi e le ambizioni delle tre software house che hanno costruito il proprio successo nell’ambito delle piccole e medie imprese

Se in Italia c’è un’imprenditoria del software, lo si deve all’evoluzione di alcune aziende che sono state capaci in pochi anni di trasformarsi in software vendor, basandosi sulle esigenze gestionali di una miriade di imprese piccole e medie. La chiave del software italiano è lì, nella capacità di interpretare queste esigenze e di tradurle, non tanto in termini di codici o linguaggi più o meno d’avanguardia, ma di funzionalità di gestione localizzate, radicate nella “mentalità” imprenditoriale del Paese e nella sua propensione a spendere “poco e bene”. L’evoluzione tecnologica ed economica degli ultimi anni ha cambiato lo scenario, ma non le aziende clienti. Chi aveva fatto ottimi affari con le piccole imprese dislocate sul territorio, sentendo i cambiamenti in corso ha pensato bene di riguardare il proprio posizionamento e i prodotti, ma spesso anche la strategia e la tattica d’approccio, tutto per un imperativo inderogabile: crescere e conquistare nuove fette di mercato. Non tanto per resistere alla colonizzazione delle multinazionali del software, che nonostante i vantaggi finanziari e le potenti strutture di marketing fanno ancora fatica a capire le nostre imprese, ma per superare quella massa critica necessaria a far quadrare i conti tra ricerca e sviluppo per il futuro e capacità reale di muovere il mercato. La crisi economica degli ultimi anni ha scavato un solco tra le aspettative e la realtà, complice un futuro tecnologico che analisti, vendor, consulenti e fornitori vedevano più vicino di quanto in verità non fosse. Ancora stiamo pagando questo scarto, e se un analista esperto come Giancarlo Capitani (Netconsulting) ha certamente ragione a lamentare i limiti di una visione imprenditoriale legata all’idea di un Ict che serve solo a razionalizzare il business, è anche vero che è su questa base che il software italiano aveva avuto una sua legittimazione. L’idea che l’Ict agevoli i processi aziendali e vada vista come abilitatore di business non è discesa tra le Pmi con la stessa velocità con cui lo hanno fatto i vendor, riadattando soluzioni al nuovo target da coprire nella speranza di far ripartire un mercato informatico che, invece, si stava avviando verso una fase di maturità.

Autore: ITespresso
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