Protezione dei dati : negli Usa più di 35 milioni di record a rischio nel 2008

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Furti di identità e pubblicazione di dati riservati in crescita del 50% rispetto al 2007. E i dati reali potrebbero essere ancora maggiori

La legislazione americana sulla protezione dei dati obbliga quanti sono soggetti a perdite di informazioni ad informare tutte le persone e le organizzazioni coinvolte ,anche se con modalità diverse da stato a stato. Questo però ha permesso agli analisti statunitensi dell’ Identity Theft Resource Center di stilare un rapporto dettagliato sugli accessi non voluti o sulla perdita di informazioni.

Il rapporto sul 2008 che ne è nato indica un balzo in avanti preoccupante delle perdite di dati nel 2008 che sono salite del 50 % sul 2007. In valori assoluti si parla di 656 incidenti lo scorso anno contro i 446 nel 2007. Non sembrano grandi numeri , ma il totale dei record e dei dati sensibili resi pubblici sale a 35,7 milioni. Ancora più allarmante è che solo il 2,4 % delle informazione rese pubbliche in modo involontario erano protette da encryption o da altri metodi di autenticazione forte. Solo l’8,5 % poi dei dati resi pubblici era protetto da password.

Come spiegano gli analisti di Itrc,“ A quanto capiamo stanno avvenendo due cose: la popolazione criminale sta rubando un maggior numero di dati dalle organizzazioni e il problema si sta ingigantendo di anno in anno”.

Secondo lo studio della società, 240 perdite sono avvenute in ambienti business. Il settore finanziario , secondo Itrc, è il più attivo e proattivo nella protezione dei dati. Solo 78 intrusioni sono state messe a carico di aziende del ramo finanziario o del credito.

Le modalità di pubblicazione dei dati sono numerosi: dai casi più drammatici di hacking e di furto dall’interno delle organizzazioni a situazioni più banali come la perdita di un portatile. In crescita i furti di dati dall’interno: raddoppiati rispetto all’anno precedente costituiscono il 16% delle infrazioni riportate.

Autore: ITespresso
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