Prova su strada: Provaci ancora, Volunia

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Volunia in Beta

La Beta di Volunia è rimandata a settembre. Ecco tutte le lacune della versione d’anteprima del motore di ricerca italiano di Massimo Marchiori

Dispiace bocciare alla prima il coraggioso progetto di motore di ricerca italiano, ma gli elementi di debolezza presenti in Volunia sono eccessivi. In seguito alla presentazione abbiamo voluto incoraggiare chi ha tanti meriti di ricerca scientifica (Massimo Marchiori in
primis) ed anche chi ha avuto il coraggio di investire capitali nell’ipotesi italiana di un motore di ricerca alternativo, anche se Marchiori ha chiesto di non chiamarlo l’anti-Google.

Dopo aver testato la BETA di Volunia (è dunque una fase test, del tutto sperimentale) subito emergono – solo e soltanto – lacune; e le interpretazioni della ricerca di informazioni in Rete ci lasciano perplessi. La funzione principale di unione fra il mondo dei motori di ricerca e il mondo social si scontra evidentemente contro il concetto di privacy: vedere infatti tutti quei nominativi e avatar associati alla visita di un sito web emerso dalla query di ricerca, lascia basiti. E’ vero: può essere interessante godere della possibilità di interlocuire
con chi, fra gli utenti Volunia, ha visitato o sta visitando un determinato sito Web, ma in questo mondo della comunicazione digitale, in
cui già subiamo inevitabilmente una sovraesposizione di dati personali e sensibili, avevamo davvero bisogno anche di un’ulteriore diffusione pubblica delle nostri abitudini e identità digitali?

Volunia in Beta
Volunia in Beta

Le funzioni di mappa e di media che ‘sulla carta’ potevano risultare molto interessanti, regalano invece sgradite sorprese: la mappa non funziona in corrispondenza di siti web molto articolati ed anche, ove disponibile, non se ne capisce sinceramente l’utilità almeno per come è stata realizzata nell’attuale fase; la funzione media, che dovrebbe facilitare il reperimento di documenti multimediali all’interno di un sito Web, non riesce a produrre risultati utili di audio e video relativamente a siti web come quelli della Rai. Il sito preso in same per la nostra prova su strada, quello della RAI, dovrebbe essere un campo di applicazione privilegiato per questo genere di raffinamento della ricerca dati.

L’interfaccia di Volunia è poi esageratamente complessa. Lo è rispetto a quello che offre come funzionalità. E colpisce negativamente la caratteristica di inglobare il sito web emergente dalla query di ricerca nell’interfaccia stessa del motore di ricerca.

Non stupisce il fatto che Volunia indicizzi veramente una frazione di siti Web rispetto a ciò che fa Google – a parità di query -. E sembra l’ultimo dei problemi il fatto che non cambi radicalmente la qualità e quantità di risultati Web, relativamente alle lingue indicate come preferite o che non esistano comandi speciali di ricerca. Ma queste sarebbero quisquilie se non esistessero i presupposti che ne pregiudicano la possibilità di apprezzarne il suo funzionamento. La Beta di Volunia è un flop, ma la nostra non è una stroncatura, bensì un  incoraggiamento a fare meglio in futuro: speriamo in una Beta 2 o una Consumer Preview, che tenga conto dei difetti, per mettere in luci i pregi. A questo del resto servono le community Web, a dire quali sono i bug, cosa bisogna correggere, e come migliorare.

(Enrico Bisenziper ITespresso.it)

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Beta Volunia: rimandato a settembre
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