P@tto di Sanremo: il download musicale, finalizzato all’ascolto, non sarà più reato

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In attesa dell’accordo che dovrebbe stabilire le linee guida per la tutela e la promozione dei diritti nell’era digitale, si chiariscono i contorni legali della pirateria musicale

I ministri Lucio Stanca, Giuliano Urbani e Maurizio Gasparri stanno per siglare con i 50 firmatari (aziende di editoria, musica, tv, cinema, cultura, tlc, internet provider eccetera) il Patto di Sanremo. Si tratta dell’accordo intersettoriale per lo sviluppo dei contenuti digitali nella Rete. Cori di no si stanno levando da movimenti dei consumatori (come Altroconsumo) e dall’opposizione parlamentare (guidata dal senatore Fiorello Cortiana). Ancora la stampa non ha in mano il documento finale delle linee guida per la tutela e la promozione dei diritti nell’era digitale. Ma le voci e le indiscrezioni sui contenuti di queste linee guida, già ribattezzate il Patto di Sanremo, si accavvallano di ora in ora. Le ultime dichiarazioni del ministro Lucio Stanca stanno delineando i contorni di cosa sia la pirateria, da punire penalmente, e cosa invece sia da considerarsi illecito amministrativo. Infatti il ministro ha dichiarato poche ore fa che non si dovrà più considerare reato penale scaricare le canzoni da Internet per ascoltarle. Verranno inoltre distinte le finalità di lucro e di profitto. Solo lo scopo di lucro verrà punito: verrà quindi istituita una sorta di doppio binario, da una parte i “pirati professionisti”, dall’altra gli “utenti comuni”. Tutte queste novità dovranno essere recepite dal cosiddetto decreto Urbani. Ritornando infine al Patto di Sanremo, al centro saranno anche iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su cosa sia lecito scambiare online e cosa no, e diffusione della tecnologie Digital rights management (Drm). Anche Microsoft

Italia ha commentato l’iniziativa, per sensibilizzare le aziende e i consumatori sulla gestione dei contenuti digitali online e promuovere un dialogo fra le parti interessate allo scopo di redigere un codice di condotta sulla tematica, sempre più importante per lo sviluppo della “società della conoscenza”. Esprimi la tua opinione su questo argomento su Blog Cafè: P2p, è reato penale.

Autore: ITespresso
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