Pubblicato sulla G.U. il codice delle comunicazioni elettroniche

NetworkReti e infrastrutture

Finalmente entra in vigore il Codice delle comunicazioni elettroniche che sostituisce il codice postale, di bancoposta e telecomunicazioni del 1973.

ROMA. E’ entrato in vigore il 16 settembre 2003 il Codice delle comunicazioni elettroniche adottato con il Decreto Legislativo n. 259 del 1 agosto 2003 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2003. Il Codice, composto da 221 articoli, riunisce i due testi preliminarmente approvati dal Governo nei mesi scorsi. Si tratta di un intervento legislativo di particolare rilevanza, che sostituisce il codice postale, di bancoposta e telecomunicazioni del 1973. Il nostro paese e’ tra i primi dell’Unione Europea che si e’ adeguato al nuovo quadro regolatorio europeo in materia di istituzione, autorizzazione e accesso alle reti e servizi di comunicazione elettronica, entrato in vigore Venerdì 25 luglio 2003, data ultima per l’adozione della normativa. Al momento solo altri cinque paesi, Finlandia, Danimarca, Svezia, Regno Unito e Irlanda, hanno rispettato il termine per l’introduzione della direttiva sulle nuove norme per le reti di comunicazione elettronica ed i servizi di tlc. Il nuovo codice delle comunicazioni elettroniche approvato dal nostro Consiglio dei Ministri presenta nei primi due titoli, dedicati ai principi generali ed alle reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico, la parte più significativa e maggiormente innovativa per il mercato. Tra le principali novità si ricordano: · si abbandona il regime della licenza e viene introdotto il regime unico dell’autorizzazione generale, vale a dire una autorizzazione che consegue automaticamente, in assenza di un diniego dell’amministrazione, alla dichiarazione dell’operatore, consentendo di dare inizio all’attività senza attendere un formale provvedimento di abilitazione; · gli obblighi posti a carico degli ex monopolisti e degli operatori, individuati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni come aventi un significativo potere di mercato, dipendono dall’esito di una analisi di mercato effettuata dalla stessa Autorità, che indica, caso per caso, le misure occorrenti, volte ad apportare i necessari correttivi alle eventuali distorsioni del mercato; · vengono promossi l’innovazione e lo sviluppo di reti e servizi di comunicazione elettronica a larga banda; in questo settore rivestono un ruolo di grande rilievo le Regioni e gli Enti locali che dovranno individuare i livelli avanzati di reti e servizi a larga banda, definire quelli minimi di disponibilità a livello locale, promuovere iniziative per fornire un sostegno agli anziani, ai disabili, ai consumatori a basso reddito, utilizzando i fondi pubblici che si renderanno disponibili; · viene introdotto il cosiddetto trading delle frequenze, vale a dire la possibilità per gli operatori di cedere sul mercato frequenze loro assegnate ad altri operatori muniti dei necessari requisiti; · restano in piedi tutti gli obblighi di servizio universale (fornitura di postazione telefonica fissa, elenco abbonati, telefoni pubblici a pagamento, misure per i disabili, numeri di emergenza, tra cui il numero unico di emergenza europeo 112); · la completa depenalizzazione della violazione originariamente prevista dall’art.195 del codice postale per l’esercizio di un impianto di telecomunicazione senza autorizzazione, salvo quando l’impianto sia destinato alla radiodiffusione, ipotesi questa in cui permane il reato. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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