Puglia: l’offerta di software illegale ostacola lo sviluppo economico

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Il grave fenomeno dell’offerta di programmi Microsoft copiati illegalmente o contraffatti è relativamente contenuto a Bari ma diffuso a livelli preoccupanti nelle altre province pugliesi.

Nel corso delle rilevazioni sul canale condotte dai Mistery Shopper Microsoft, il 17% dei rivenditori visitati a Bari ha attuato pratiche commerciali in violazione alla legge sul diritto d’autore. Ma sono ben più elevate le percentuali riscontrate a Brindisi (71%), Foggia (oltre il 47%), Lecce (76%) e Taranto (60%), dati di gran lunga superiori alla già preoccupante media nazionale. «Complessivamente, la media regionale degli illeciti rilevata in questa campagna di verifica è pari al 43,5%. Si tratta di un valore significativamente superiore alla media nazionale, attestata, prima di questa azione, al 32,8% ed ora salita al 34,1% a causa dell’mpatto negativo dovuto proprio ai risultati pugliesi.», commenta Norberto Didier – Direttore Antipirateria di Microsoft Italia – analizzando i dati raccolti in Puglia dai Mistery Shopper. «È davvero preoccupante che il malcostume di offrire copie illegalmente riprodotte dei programmi Microsoft sia così diffuso fra i commercianti: un comportamento solo in apparenza proficuo, ma che in realtà ha impatti socio-economici rilevanti, visto che limita lo sviluppo del settore informatico e impedisce la creazione di nuovi posti di lavoro». Ecco i dati in dettaglio: Bari risulta la città meno colpita dal fenomeno, giacché solo 9 punti vendita sui 52 visitati (il 17,3%) hanno offerto ai propri clienti software Microsoft illegale, cioè privo della regolare licenza d’uso. A livelli drammatici, invece, il fenomeno in altre città pugliesi: a Brindisi, 10 punti vendita su 14 (71,4%), a Foggia 10 su 21 (47,6%), a Lecce 13 su 17 (76,4%) e a Taranto 12 su 20 (60%) praticavano questa forma di pirateria detta hard disk loading (HDL), ossia preinstallavano software illecitamente duplicato sui PC destinati alla vendita, offrendolo ai clienti sotto forma di «sconto» sul prezzo dell’hardware. I Mystery Shopper Microsoft si attivano a seguito delle segnalazioni pervenute dagli acquirenti, verificando la correttezza delle pratiche commerciali dei rivenditori di prodotti informatici. «Riceviamo numerose richieste di spiegazioni da parte di consumatori» – spiega Massimo Mazza, Responsabile Marketing Antipirateria di Microsoft Italia – «stupiti dalle differenze di prezzo registrate in diversi punti vendita sugli stessi prodotti. La pratica dell’HDL purtroppo ha ancora una vasta diffusione nel nostro Paese e danneggia sia l’acquirente, che si trova ad utilizzare software illegale, spesso inconsapevolmente, sia il rivenditore onesto, che si trova a dover fronteggiare una forma di concorrenza sleale». Per tutelare consumatori e rivenditori onesti, i Mystery Shopper si recano presso i diversi punti vendita delle città e, simulando l’acquisto di un prodotto Microsoft, osservano le proposte commerciali del rivenditore: qualora ricevano offerte di software non originale, il fatto viene segnalato alle autorità competenti, richiedendone l’intervento ai sensi della vigente legge in tema di diritto d’autore. La Business Software Alliance (BSA), l’associazione dei produttori di software che si occupa di contrastare la pirateria informatica, stima che il tasso d’illegalità riguardante i software installati nei computer italiani sia pari al 45%. Il dato deriva dall’IPR Study, realizzato nel 2002 da International Planning le sue estreme ramificazioni, talvolta assai ben strutturate tecnicamente, sono in certe circostanze contigue a forme di crimine organizzato». «Microsoft è da sempre impegnata a contrastare questo fenomeno, prima di tutto attraverso la sensibilizzazione dei consumatori e dei rivenditori», conclude Didier. «Attraverso campagne a mezzo stampa e con servizi appositamente creati, come il PID (Product IDentification, per riconoscere prodotti contraffatti) e il SAM (Software Asset Management), volto a fornire alle imprese una metodologia per valutare la legalità del software installato sui PC aziendali e implementare una gestione ottimale dello stesso».

Autore: ITespresso
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