Pwc: Nel 2020 sarà digitale la metà dell’industria dei media italiana

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Pwc: Nel 2020 sarà digitale la metà dell'industria dei media italiana
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Sempre più player si sposteranno online.

Nell’arco di quattro anni, l’industria media italiana passerà da 29,6 miliardi del 2014 a 36,0 miliardi di euro, in crescita del 4%. Nel 2020 sarà digitale la metà dell’industria dei media italiana: il digitale passerà dal 40% del 2015 al 48% del totale del mercato media e dell’intrattenimento. L’advertising si attesterà a quota 9,1 miliardi di euro, registrando un incremento del 3,6%, trainato da Internet, videogiochi, Tv e radio: nel prossimo quinquennio, la crescita sarà rispettivamente del 7,2%, 4,6%, 4,6% e 2,4%. Sono le cifre emerse del PwC Entertainment & Media Outlook 2016-2020, giunto all’ottava edizione, presentato nei giorni scorsi a Milano.

Pwc: Nel 2020 sarà digitale la metà dell'industria dei media italiana
Pwc: Nel 2020 sarà digitale la metà dell’industria dei media italiana

Per le media company due sono gli asset del valore: contenuti di qualità e capacità di profilazione dell’audience e solo chi li ha entrambi può sperimentare modelli di monetizzazione interessanti”, sottolinea Andrea Samaja, PwC E&M Leader, “dato che solo i grandi gruppi possono avere questi due asset è comprensibile il movimento di accorpamento che stanno conoscendo i player del settore media, Tlc ed entertainment. In questo senso l’Italia sta finalmente dando segnali di cambiamento con le operazioni che hanno coinvolto Mondadori, per Rcs Libri e Banzai, Rcs con l’acquisizione da parte di Cairo e Gruppo Espresso-Itedi”.
Il report mette sotto la lente 13 segmenti del mercato dei media e dell’intrattenimento: TV e video, accesso Internet, newspaper publishing, Business to Businessn(btob), Out-of-Home, Radio, videogiochi, pubblicità Tv, cinema, Magazine Publishing, Book Publishing, Internet advertising e musica.

La novità è rappresentata dall’ingresso dei protagonisti digitali nel mercato dei media e dell’intrattenimento: “Amazon, che non produce contenuti ma è pronta a distribuirli forte della sua straordinaria potenza di profilazione del pubblico, e Lego che ha aperto all’entertainment, sono due casi che testimoniano come si sta trasformando il comparto in cerca di nuovi modelli di business”, precisa Samaja che conclude: “La distribuzione dei contenuti in Rete costerà tendenzialmente sempre meno e sarà sempre più performante con i nuovi protocolli di compressione tipo Perseo. Questo significa che la differenza già enorme tra costi distributivi tra Ip, satellite e digitale terrestre diventerà tale che molti si sposteranno online“.

La componente digitale trainerà il mercato. L’impatto dei ricavi frutto dell’accesso ad Internet passerà dal 29,7% del 2015 al 34,1% nel 2020. La penetrazione di smartphone e tablet, in crescita al 92,1%, nel 2020 traina la spesa degli utenti finali nell’accesso ad Internet e supporta inoltre la crescita dei segmenti del mercato E&M, accrescendo la platea dei potenziali utenti di servizi digitali per tutte le forme di contenuti distribuiti. Un impatto significativo sui ricavi è previsto nei segmenti videogame, TV ed Internet advertising. In difficoltà rimane il settore publishing.

Gli investimenti in advertising sono tornati a salire, anche se la pubblicità rimane in declino nel mercato dell’editoria, per i periodici ed i quotidiani: “Nel 2015, il mercato pubblicitario ha registrato ricavi per €7,6 miliardi crescendo del 1,9% rispetto al 2014 (CAGR al 2020 3,6%). Tale crescita è principalmente attribuibile ai segmenti TV e Internet che, complessivamente, costituiscono il 70% del mercato pubblicitario. In particolare, il segmento TV rimane il principale canale di investimento. La spesa pubblicitaria sull’IPTV, una delle scommesse del futuro, crescerà con un CAGR del 25% ma per ora il proprio peso specifico sul totale del mercato pubblicitario televisivo, pari al 2%, è ancora marginale”.

Autore: ITespresso
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