Qimonda e Samsung colpite dal calo dei prezzi delle memorie

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Qimonda controllata da Infineon dichiara lo stato di insolvenza. Samsung alla prese con perdite record

Qimonda ha depositato in tribunale i suoi bilanci con una dichiarazione di insolvenza . Tutto è andato troppo in fretta per il produttore tedesco di memorie Dram con sede a Monaco di Baviera e controllato da Infineon al 77%.

La crisi si trascina dalla fine del 2008, nonostante una ristrutturazione operata in ottobre con la chiusura di due stabilimenti e la messa in libertà di 3 mila dipendenti su 13500. Ma anche un successivo piano di salvataggio finanziario con mezzi pubblici non è andato in porto a fronte della mancanza di garanzie finanziarie sufficienti.

C’è da dire che il mercato servito dalla società ha dato una mano per accentuarne i problemi con il calo dei prezzi delle memorie ( almeno il 40%). Infatti , anche Samsung, il gigante coreano dell’elettronica che occupa una posizione di leadership nel campo di produzione dei chip di memoria , colpito dalla recessione , cioè dal previsto calo delle vendite di personal computer, ha denunciato la sua prima perdita trimestrale di sempre. I responsabili di Samsung hanno dichiarato che la sovrabbondanza di produzione e l’incertezza sulla domanda di chip da parte del mercato continuerà.

Le perdite di Samsung ( 682 milioni di dollari ) erano previste dagli analisti , ma non con questa portata. Ma nonostante ci siano alcuni segnali che indicano che i prezzi di chip e pannelli Lcd ( altro cavallo di battaglia di Samsung) si siano stabilizzati, le previsioni sono sempre più difficili e influenzate da un forte pessimismo sulla ripresa di una domanda generale in ambito sia consumer che professionale.

Autore: ITespresso
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