Qtrax, il bluff del P2p legale è servito?

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Il peer to peer legalizzato non è ancora legale e fa marcia indietro: l’intesa con Warner, Universal e Emi

non è mai stata firmata. Almeno per ora.

Warner non ha autorizzato l’uso dei suoi contenuti per il servizio annunciato da Qtrax. Solo Universal ammette che le trattative procedono. Allan Klepfizs, il boss della Qtrax che aveva annunciato il debutto del servizio P2p gratuito, con musica in downlod gratis con la pubblicità e un catalogo di 25-30 milioni di brani, ha bluffato? Musica gratis e introiti pubblicitari agli artisti sono dunque utopia? L’apertura del sito è in quarantena. Secondo Qtrax si tratta di una tempesta in un bicchier d’acqua, e le firme arriveranno. Per ora c’era aria di bluff. E per Qtrax la figuraccia è globale.

Non solo Warner, ma anche Universal e Emi non hanno mai firmato l’accordo con Qtrax. Warner ha precisato di non aver autorizzato l’uso dei suoi contenuti per il servizio annunciato da Qtrax. Il b log Silicon Alley Insider è stato tra i primi a dubitare del lancio.

Allan Klepfizs, il boss della Qtrax che aveva annunciato il debutto del servizio P2p gratuito e sostenuto dalla pubblicità, ha bluffato? Se lo stanno chiedendo tutti in queste ore. Forse ieri ha imparato a sue spese che non c’è accordo finché non ci sono le firme, nero su bianco, su un contratto. Qtrax fa mestamente marcia indietro, dopo le smentite delle major sugli accordi fantasma.

Sul mercato italiano anche la Siae, Società italiana autori editori, aveva affermato alle agenzie di stampa di aver aperto trattative con QTrax, già prima del Midem in corso a Cannes. Dopo la smentita delle Major, forse anche la Siae tornerà sui suoi passi.

Dopo i dati choc sul crollo inesorabile delle vendite Cd e sulla crescita progressiva della musica digitale online, solo poche ore fa sembrava che le Major si stessero arrendendo a Internet e al file sharing. Si sarebbe trattato di una resa storica, ma condizionata: a un peer to peer “buono”, legittimo, protetto dal Drm e sostenuto dall’advertising online. Ma la resa delle Major non è ancora avvenuta: Qtrax , un servizio ad alta qualità, che punta sulla sicurezza (niente spyware, adware eccetera) e sul modello di business dell’advertising online, è costretto al dietrfront.

L’aspetto più interessante del “P2p legale” consiste nella redistribuzione dei profitti: la condivisione delle entrate dell’advertising online dovrebbe avvenire in proporzione ai download e quindi al successo di un brano, grazie al “contatore” della tecnologia per la gestione dei diritti digitali. La dimostrazione che il modello della Rete, gratuito ma tracciabile e sostenuto dallo spot, può vincere.

Al modello Qtrax, se mai vedrà la luce, non mancano tuttavia dei punti interrogativi: i file scaricati non possono essere archiviati sull’iPod (perché Qtrax sposa il Drm di Microsoft incompatibile con Apple: e qui si riapre la parentesi sull’interoperabilità); il fatto che il servizio funziona solo su Windows Xp e Vista, non ancora su Mac (dal 18 marzo) e non su Linux; la presenza del Drm.

Ma per ora Qtrax è nel limbo. Un bluff, o un’utopia non ancora realizzata. Ai fan della musica gratuita, rimane per ora lo streaming di Last.fm: questa sì una solida realtà che ha messo d’accordo le Major della discografia.

Autore: ITespresso
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