Quale futuro per Creative

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La società che ha inventato l’audio del PC ha perso molto del suo smalto e appare oggi in difficoltà nel fornire efficace supporto a Windows Vista

La società che ha inventato l’audio del PC ha perso molto del suo smalto e appare oggi in difficoltà nel fornire efficace supporto a Windows Vista e a tracciare un chiaro percorso evolutivo per le proprie architetture.

La storia comincia intorno alla metà degli Anni 80, quando un giovane entusiasta di audio, Sim Wong Hoo si mette a sviluppare con alcuni amici il primo hardware per dotare di capacità sonore decenti il PC.

Wong Hoo cerca supporto a Singapore, poi attraversa il Pacifico e si stabilisce a San Francisco dove realizza finalmente la società. Il resto è storia.

L’idea di ottenere suono di qualità usando capacità di processing on board per gestire effetti, conversioni, ecc senza impegnare direttamente la CPU del sistema, trova massima fortuna intorno alla metà degli Anni 90. Quando Creative, con la sua Sound Blaster, si trova a competere con Aureal, MediaVision, Turtle Beach, Nvidia SoundStorm, ecc.

Creative riesce ad affermare la leadership che dura tuttora con prodotti come Sound Blaster X-Fi, sui quali le terze parti hanno aggiunto gli accessori e le funzionalità mancanti, come il supporto Dolby. Anche il costruttore di board MSI ha incluso la X-Fi Extreme nelle proprie motherboard.

I problemi si sono manifestati con l’uscita di Microsoft Vista. La migrazione è risultata un incubo per Creative, per ragioni che vanno dalla presenza nel sistema operativo di uno specifico layer audio, ai problemi di licensing del codice che è necessario per operare con Vista.

Risultato: i driver per Vista sono risultati difettosi e incapaci di utilizzare appieno le capacità di acelerazione audio dei processori X-Fi.

Quello che non è riuscita a fare Creative in molti mesi ha provato a farlo un indipendente di nome Daniel, realizzando ‘in casa’ i driver Vista sia per X-Fi sia per la scheda Audigy. Ma Creative non ha gradito, e ha provato a stoppare l’iniziativa per vie legali senza affrontare alla base il problema. Con il risultato di minare credibilità e fiducia nel rapporto con i clienti.

Oltre a sistemare i residui problemi con Vista, la società dovrebbe inoltre impegnarsi a offrire un miglior supporto Linux. Dovrebbe inoltre definire una chiara roadmap per X-Fi.

Anche sul fronte hardware ci sarebbero dei nodi irrisolti. Dopo il riscontro dei problemi di latenza del bus, dove è finito il chip EMU20K per il PCI-E? Molte delle acquisizioni di Creative si sono risolte con la perdita delle persone chiave che avrebbero dovuto continuare lo sviluppo.

Forse Creative deve prendere una chiara decisione su ciò che cosa vuole fare. Da una parte ha la fama e il peso per guidare l’evoluzione degli standard nel campo della riproduzione sonora dei sistemi, dall’altra sembra dissipare le proprie energie su fronti differenti con scarsi risultati.

Il settore dei player multimediali, per esempio, è in piena inflazione e solo Apple ha mostrato di avere la forza per poter emergere. Anche nel campo della grafica 3D, dove Creative ha collaborato con 3DLabs, non sembrano esserci opportunità per la società.

Il futuro di Creative potrebbe essere più chiaro con una maggiore specializzazione. Non manca chi ipotizza la convenienza per la società di un merge con Asus, operazione che rafforzerebbe le rispettive linee di add-on audio e le soluzioni integrate nelle motherboard. Anche Intel potrebbe avere interesse alla tecnologia di Creative per i futuri processori integrati progettati per la realizzazione di sistemi ultracompatti.

Fonte: The Inquirer.it

Autore: ITespresso
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