Quando la sicurezza ha la forma di un’appliance

Aziende

Visto che queste scatole specializzate si stanno ritagliando uno spazio sempre maggiore abbiamo chiesto cosa ne pensano a tre aziende specializzate nel settore quali SonicWall, ServGate e Stonesoft

“I dati di mercato riportati da diverse fonti di analisi, dimostrano che c’è un incremento di tecnologia e di implementazione basata su appliance firewall”, è l’esordio di Davide Carlesi, country manager Italia di SonicWall, “Un report di Infonetics Research individua per l’Europa un incremento delle reti Vpn site to site pari all’85% tra il 2002 e il 2007, mentre per le reti Vpn per l’accesso remoto di utenti mobili la crescita prevista è del 100%; per le reti Vpn in ambito extranet l’aumento è del 233% tra il 2002 e il 2007. La crescita nelle vendite di firewall intanto, in Europa, nel primo trimestre è stata del 33%”. “Il mercato dei firewall/Vpn si sta spostando verso una gestione unificata delle minacce attraverso una piattaforma che unisce la sicurezza di rete tradizionale e la protezione dagli attacchi ai contenuti”, spiega Atchison Frazer, vice president corporate marketing di ServGate. “L’approccio all-in-one semplifica la selezione dei prodotti, la loro integrazione e il supporto; evita l’installazione di software e la proliferazione dei server e i clienti o, più spesso, i rivenditori, possono installare e gestire i prodotti. Gli appliance sono di solito plug-and-play, con un processo di installazione facile e veloce”. Per Emilio Turani, country manager di Stonesoft Italia “il principale trend è dato dal management di gestione, che deve avere caratteristiche e fattori abilitanti (come reportistica e correlazione degli eventi) per minimizzare l’impatto dei costi aziendali con l’implementazione di diversi livelli di layered security (difesa stratificata e pervasiva). Sul versante dei prodotti e dei servizi, l’impegno delle aziende è di ampliare l’offerta, anche in base alle esigenze del mercato. “SonicWall – dice Carlesi – sta sviluppando entro fine anno servizi di sicurezza per il content management, quindi gestione dell’accesso internet e filtraggio dei contenuti avanzato per gli utenti della rete, e tecnologie di Real Time Gateway Antivirus da integrare nella nostra piattaforma hardware”. “ServGate – afferma Frazer – possiede un sistema di gestione delle minacce estendibile e questo consente al sistema di adattarsi alle nuove minacce e di sviluppare flessibilità tramite servizi complementari alla nostra offerta di applicazioni per la full context protection come antivirus, antispam, intrusion prevention e web filtering. Quindi la nostra piattaforma è in grado di rispondere alle esigenze del mercato non appena emergono”. L’offerta di Stonesoft, secondo Turani, è delineata dalla Stonesoft Newtork Security Architecture e si basa su management system, firewall, Vpn, Intrusion Protection e Client Security. L’appliance, per le tre società è uno strumento utile alle imprese di piccole e medie dimensioni. “Il ruolo delle appliance nella Pmi è indispensabile in quanto il rapporto prezzo-prestazioniservizi si avvicina realmente al budget di spesa definito dall’azienda”, precisa Carlesi. “Inoltre è garantita la semplicità di gestione, di configurazione e di scalabilità che permettono di ridurre i costi”. Turani e Frazer concordano con questo punto di vista. Il canale è promosso anche dalle tre aziende, ma può ancora migliorare. E se per Frazer è importante essere proattivi, fondamentale è accrescere le competenze in materia di sicurezza, anche con percorsi formativi in collaborazione col vendor. “I vendor dovrebbero essere più presenti ed educare costantemente i propri partner”, ammette Turani. “L’ict security non è più caratterizzata dalla sola vendita e sviluppo del prodotto/soluzione. Il vecchio concetto di reselling è superato ed è il partner che deve proporre le soluzioni e i servizi di security contestualizzandoli nel processo di sicurezza. Stonesoft, in questo, è attenta, fondamentale è la formazione tecnica e l’affiancamento ‘day by day’ in fase di pre e post vendita”. “Ci vuole una mentalità di consulenza”, dichiara Carlesi. “Un rivenditore che vende sicurezza non propone solo la scatola, ma anche servizi”. Per questo è importante la formazione accanto a una struttura che gestisca a livello commerciale e tecnico le soluzioni proposte. Così, il mercato della sicurezza resta un’opportunità per il canale anche perché, come puntualizza Carlesi “in una proposta commerciale si deve tenere conto che la vendita della sicurezza non finisce nel momento in cui il cliente acquista il box o il servizio. La sicurezza deve essere sempre monitorata, controllata, gestita, per fare in modo che le barriere e protezioni del firewall, dell’antivirus, del filtraggio dei contenuti web, dell’intrusion prevention e detection, siano sempre al massimo livello per garantire che l’azienda non subisca danni a causa degli attacchi di hacker e virus. I margini di crescita ci sono, il mercato della sicurezza in Italia è partito, la cultura della sicurezza nel cliente finale sta aumentando. Questi margini di crescita permettono ai rivenditori che si propongono in modo professionale di continuare a vendere tecnologie di sicurezza, consulenza e formazione”.

Autore: ITespresso
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