Green It, quando l’hi-tech incontra l’ecosostenibilità

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Google X acquisisce la startup Makani per l'energia eolica

Google X ha acquisito la Startup Makani per generare energia eolica. Una diciottenne americana ha elaborato un dispositivo in grado di ricaricare una batteria in 20 secondi

Il Green IT fa ormai parte delle strategie aziendali dei maggiori colossi hi-tech. Google è da sempre focalizzata sull’eco-sostenibilità. Google X, il laboratorio segreto specializzato in R&D di Google, ha acquisito la Startup Makani per generare energia eolica con “robot kite” che si guidano da soli, attaccati ad una stazione base. I rotori producono energia quando le vele raggiungono una certa altitudine dove i venti sono più forti. Google X non solo produce tecnologia pionieristica, ma si ispira anche al famoso Xerox PARC. Google non è solo un’azienda di software e servizi, ma da sempre costruisce i suoi serve e i suoi data center, dunque è interessata alla produzione di energia “pulita” a basso costo. “Google X è concentrata sugli atomi reali e non i bit” ha sintetizzato il Ceo Larry Page a Google I/O.

Google X acquisisce la startup Makani per l'energia eolica
Google X acquisisce la startup Makani per l’energia eolica

Una diciottenne americana ha elaborato un dispositivo in grado di ricaricare una batteria in 20 secondi. Eesha Khare, studentessa diciottenne californiana, stanca della scarsa durata delle batterie degli smartphone, a Intel International Science and Engineering Fair ha presentato un supercondensatore che è “in grado di accumulare energia: è una sorta di deposito che può contenere una grande quantità di energia in un volume molto ridotto“. L’invenzione ha fatto guadagnare all’ingegnosissima studentessa il primo posto alla ISEF e un premio di 50.000 dollari. Versatile e di dimensioni molto ridotte, è stato realizzato con nanobarre di diossido di titanio idrogenato ed è in grado di ricaricare la batteria di un dispositivo elettronico in 20 o 30 secondi, fino a 10.000 cicli di ricarica. Eesha ha offerto una dimostrazione ricaricando un apparecchio a LED. Questa invenzione potrebbe essere applicata anche alle batterie delle auto elettriche. Intanto aspettiamo con ansia lo smartphone che si ricarica in 20 secondi: sarebbe già una rivoluzione.

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