Quarto round: Digital divide in Italia: quali le regioni dove lavorare di più e colmare il gap. In che modo?

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Il cammino verso Lisbona 2010 prevede la fine del divario digitale anche in
Italia. Gli invitati alla Tavola Rotonda di Vnunet ne discutono

Attorno al tavolo, il senatore Fiorello Cortiana, Franco Roman(Direttore Marketing e Partner Sales) di Sun Microsystems Italia e Marco Piattelli (Business Development Enterprise Director Europe) di AMD, per analizzare i frutti del convegno Condividi la conoscenza.

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nunet: Digital divide in Italia: quali le regioni dove lavorare di più e colmare il gap. In che modo?

Fiorello Cortiana: Fino ad oggi la politica dell’incumbent nazionale, nella sua posizione monopolistica, ha fatto sì che le situazioni a bassa profittabilità come l’arco alpino, la dorsale apenninica e non solo, vivessero in condizioni di divario, occorrono condizioni proprietarie o di mercato plurale, o di “contratti di servizio” che riconoscano e garantiscano l’universalità del diritto all’accesso pieno alla rete. Credo che il modello più funzionale a questa universalità sia la “public company” nella quale convergano pubblico e privato con i propri asset, siano fibra, cavidotti o strutture per ospitare i ripetitori WIMax. Occorre infine un organismo di controllo con autorevolezza e poteri adeguati a fare rispettare l’universalità di questo diritto.

Marco Piattelli: Come ben sappiamo l’Italia arranca ancora nelle classifiche internazionali sull’accesso alle tecnologie e ad Internet. Si tratta di un vero e proprio digital divide interno al Paese, con una divisione netta tra le aree economicamente più forti e le zone meno avvantaggiate. Si tratta di una situazione inaccettabile, che ? al contrario di quanto pensano molti ? non si supera attraverso gli strumenti più tradizionali. Infatti secondo i dati della Commissione europea, in Italia l’ostacolo della mancata disponibilità di tecnologie è soltanto secondario tra le motivazioni del mancato accesso alla rete. Così come l’ostacolo della mancata alfabetizzazione informatica costituisce certamente un problema, ma non il maggiore. I dati mostr ano qualcosa di più grave, ovvero una mancanza di interesse ad accedere alla rete. Il nostro primo compito deve essere anzitutto quello di spiegare al meglio le potenzialità di queste nuove tecnologie, il loro utilizzo migliore. In questo la condivisione della conoscenza, il Web 2.0 e le nuove modalità di interazione possono costituire il vero driver che porti veramente online il nostro Paese. Voglio ricordare che quello del digital divide è un tema che abbiamo sempre avuto molto a cuore. Nei Paesi in via di sviluppo AMD è impegnata ormai da tempo in un grande progetto, 50×15, che permetterà al 50% della popolazione mondiale di avere accesso a Internet entro il 2015. Si tratta di un obiettivo molto ambizioso, che portiamo avanti attraverso tante iniziative con le organizzazioni non governative e con i governi di tante aree difficili del mondo. Garantendo a tutti questa parità di accesso all’informazione, faremo crescere in modo esponenziale la velocità dell’innovazione, permettendo una ancor più grande condivisione di pensiero.

Franco Roman: L’infrastruttura e larga banda sono un diritto ma esiste un gap di tipo educativo, dove, per fare solo un esempio, la larga banda potrebbe essere paragonata alla corrente elettrica, deve diventare parte della coesistenza civile non solo delle imprese ma anche dei cittadini. Alcune iniziative della telemedicina potrebbero viaggiare sulla larga banda.

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