Quarto round – Le priorità verso Lisbona 2010

Aziende

Il cammino verso Lisbona 2010 è già iniziato, con importanti priorità. Gli
invitati alla Tavola Rotonda di Vnunet ne discutono

Invitati alla Tavola rotonda virtuale organizzata da Vnunet : Fiorello Cortiana, senatore e ideatore dell’iniziativa; Marco Comastri, amministratore delegato di Microsoft; Pierfilippo Roggero, amministratore delegato di Fujitsu Siemens Computers; Arturo Di Corinto, giornalista e docente universitatio della Sapienza di Roma; Giovanna Sissa, Responsabile osservatorio tecnologico Ministero della Pubblica Istruzione e presidente di Isdr

VNUnet:Quali sono, secondo voi, le tre priorità di questo viaggio verso Lisbona 2010 per rendere la Cultura della Conoscenza un retroterra comune?

Fiorello Cortiana: 1- Neutralitàdella rete, 2- messa inpubblico dominio delle ricerche e delle produzioni che si sono avvalse di contributi pubblici, 3-non brevettabilità del software e legittimità del FAIR USE e dell’uso non commerciale dei contenuti protetti.

Marco Comastri: La prima priorità è lavorare sulla centralità delle persone. Sono le persone che fanno la differenza: esse guidano le decisioni, creano le relazioni, sviluppano la creatività che le organizzazioni esprimono e quindi sono il motore dello sviluppo delle comunità, siano esse aziendalio scolasticheo della pubblica amminsitrazione. Per essere efficaci nel lavoro, creative e collaborative, le persone hanno bisogno di strumenti, e il software è il principale mezzo per il supporto intelligente del proprio lavoro e per l’apprendimento e lo sviluppo personale. E accanto agli strumenti informatici sono naturalmente necessari anche nuovi modelli organizzativi, strumenti motivazionali e modalità di collaborazione. La seconda priorità è la promozione dell’inclusione digitale. Nel mondo ci sono 5 miliardi di persone che non sono ancora state esposte ai benefici dell’innovazione. In Italia, solo un terzo della popolazione utilizza Internet e milioni di persone devono essere ancora aiutate ad avvicinarsi alle basi dell’informatica. Per fare questo c’è bisogno di un programma concreto. Microsoft intende contribuire a portare i benefici del software ad altre 10 milioni di persone entro il 2015. La terza priorità è incoraggiare la partnership privata enfatizzando il triangolo istituzioni-università-industria. Il circolo virtuoso che vede lo stato investire risorse per la ricerca e questa mettere a disposizione di tutti i risultati e collaborare con l’industria affinchè trasformi la produzione scientifica in innovazioni per la società, è uno schema che funziona da sempre. A mio parere dobbiamo ulteriormente rafforzare questo meccanismo, affinchè ci si possa muovere insieme e in sinergia per creare più valore complessivo per la società.

Pierfilippo Roggero: Tre i concetti fondamentali: competitività, accessibilità, ricerca e sviluppo. E’ necessario rafforzare la competitività dell’economia Europea perché la Cultura della Conoscenza trovi terreno fertile per crescere e svilupparsi, solo così sarà possibile creare un saldo binomio tra competitività economica e competitività della società della conoscenza. Per fare questo, occorre sostenere le azioni volte a sviluppare la capacità innovativa delle aziende, migliorando il quadro normativo per le imprese e l’innovazione, semplificando l’accesso al credito (soprattutto in un Paese come l’Italia in cui il tessuto economico è costituito in gran parte da PMI) e dando un forte impulso all’utilizzo delle tecnologie. Lo sviluppo e la competitività devono però essere necessariamente inquadrati in un contesto di sostenibilità, poiché la relazione fra competitività e sostenibilità ambientale rappresenta un obiettivo irrinunciabile per le imprese che intendono rimanere competitive. Perché questo avvenga, occorre però un cambiamento di mentalità da parte delle imprese, che vedano nella sostenibilità ambientale un’opportunità, un coinvolgimento e un impegno comune da parte di Imprese e Istituzioni. L’accessibilità non può rappresentare solo uno slogan per una società che vuole basare sulla conoscenza la propria crescita. E’ necessario un impegno concreto perché i cittadini possano avere accesso a un’infrastruttura in grado di offrire una gamma completa di servizi. Obiettivo che si raggiunge tramite l’adozione a tutti i livelli di tecnologie che possano rendere le informazioni accessibili al maggior numero di persone possibili. Non solo, è necessario che chi utilizza le tecnologie sia messo nelle condizioni di sfruttarne le potenzialità, grazie allo sviluppo delle competenze necessarie. L’accessibilità rappresenta condizione necessaria per l’interazione e la diffusione della conoscenza che sono alla base degli obiettivi dell’agenda di Lisbona. Terzo punto da cui le Istituzioni e gli attori impegnati in questo cammino verso Lisbona 2010 non possono prescindere è la ricerca e sviluppo. L’innovazione passa necessariamente attraverso ricerca e sviluppo purchè indirizzata sui settori in cui l’Italia possa giocare un ruolo di leadership internazionale nel futuro e in quelle aree strategiche per la crescita del Paese. L’Europa è in forte ritardo in questo ambito e il divario con gli altri Paesi, non solo gli Stati Uniti, ma anche il Giappone, la Cina e la Corea del Sud, continua a crescere, a causa di un’illuminata politica industriale. Occorre ricordare inoltre che l’investimento in ricerca e sviluppo è strettamente connesso con la crescita della competitività e con il miglioramento delle condizioni economico sociali del Sistema Paese. I tre concetti sopra citati devono tener conto di un elemento importante: non esiste investimento per l’innovazione, norma, politica per la competitività che possa prescindere dall’investimento nel capitale umano. Qualsiasi azione venga intrapresa, deve tener conto del fatto che le persone sono la principale risorsa di uno Stato e che da loro parte la creazione di una nuova economia della conoscenza. Ma chi deve essere coinvolto in primis in questo processo verso la cultura della conoscenza? Tre i soggetti da cui è impossibile prescindere per gettare le basi per costruire una nuova economia dell’innovazione: Le Università, le PMI e la Pubblica Amministrazione. Qualunque attività deve coinvolgere l’ambiente accademico in qualità di soggetto altamente recettivo alle novità, all’innovazione e futuro motore del Paese. Sullo stesso piano le Piccole e Medie Imprese, che rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto economico italiano e che necessitano di politiche atte a favorirne lo sviluppo e a eliminare i vincoli e le restrizione che ne ostacolano la crescita. La Pubblica Amministrazione, infine, molto spesso è stata oggetto di riforme nate con l’obiettivo di snellirne i procedimenti, semplificarne i processi e avvicinarla al cittadino. Non sempre queste riforme hanno avuto l’esito sperato. Il mutamento è certo complesso e richiede molto tempo, ma è fondamentale per una società dell’innovazione.

Arturo Di Corinto: La prima è la Produzione di Opere libere e accessibili. Dobbiamo dire la verità: non tutto quello che vale va pagato e non tutto quello che ha un prezzo può essere venduto. Mi spiego: è assurdo che continui la campagna di disinformazione che dice che “copiare opere digitali è reato”. Esistono beni immateriali disponibili alla duplicazione e alla manipolazione, finanche alla rivendita: si tratta disoftware libero e open source, di libri, testi e film in creative commons, videoclip, registrazione e musiche di pubblico dominio. Vuole un esempio? www.liberliber.it La seconda è la Neutralità tecnologica, cioè l’adozione di formati e standard aperti e non proprietari, la neutralità della rete, la formazione all’uso di software, media e tecnologie molteplici e differenti e non a quelle chiuse e proprietarie. La terza è il Reddito di creatività: cioè misure di sostegno economico diretto (isoldi) e indiretto (beni e servizi), a chi crea, produce, condivide, diffonde cultura in ogni forma.

Giovanna Sissa: Primo: una banda larga vera e ovunque come fattore abilitante. Secondo: disponibilità di “contenuti” pubblici (penso ad esempio non solo ai risultati della ricerca pubblica, ma anche a tutto il materiale didattico prodotto dall’università e dalle scuole, che mediante l’e-leraning può essere messo a disposizione del sistema paese diventando un volano formidabile) e anche disponibilità di dati pubblici. Terzo punto: la diffusione di una cultura Open source intesa come competenza relativa al mondo e applicazioni Web, che è fondamentale per il mash up. Ciò significanecessità di competenze open source e di database per realizzare applicazioni Web di nuova generazione.

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