Quattro europei su cinque non pensano all’ambiente quando stampano

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Secondo una ricerca commissionata da Samsung, ogni anno la carta stampata dai dipendenti delle aziende in tutta Europa riempirebbe undici volte lo stadio di San Siro

Da una ricerca di Samsung, condotta su scala europea, emerge come professionisti e lavoratori non tengano conto dei necessari accorgimenti per ridurre l’uso di carta e toner in ufficio. L’indagine, condotta su un campione di 4500 i mpiegati nei settori pubblico e privato, dimostra come 4 aziende su 5 (83%) non dispongano delle conoscenze di base per ridurre il volume delle stampe.

Stando alla ricerca di InfoTrends, soltanto l’anno scorso sono stati utilizzati 779 miliardi di fogli di carta nelle case e negli uffici di tutta l’Europa occidentale: quanto basta per riempire uno stadio immenso come quello di San Siro per ben undici volte. In un contesto congiunturale come quello attuale, e con importanti imperativi ecologici all’ordine del giorno, un simile spreco è una voce di costo rilevante, in termini non soltanto economici. Le aziende italiane sono in cima alle classifiche europee nell’implementazione di soluzioni tecnologiche volte a ridurre lo spreco a ll’interno dei propri uffici: nonostante questo, i circa i tre quarti (74%) non sta ancora prendendo le misure necessarie.

Non sapere gestire al meglio l’uso delle stampanti, infatti, porta inevitabilmente a sprechi maggiori, sempre stando ai dati della ricerca: soltanto l’11% delle strutture aziendali ha introdotto una soluzione semplice come quella di inserire un codice PIN prima di stampare per tracciare il volume di documenti creati da ogni tramite o dipartimento. Solo alcuni, i l 5% circa, hanno sistemi di stampa informatizzati a cui si accede passando una card personalizzata. Gli ambienti professionali in Italia sono tra quelli più attenti a controllare gli sprechi e tracciare le operazioni con sistemi a codice PIN (15% degli intervistati, secondi soltanto al 16% dei britannici) o con card personali (6%). Per contro, la Svezia è il Paese che meno adotta questi accorgimenti, e che vede una media di una azienda su dieci disporre di simili soluzioni ‘anti-spreco’.

In tutti i gruppi d’età presi a campione dalla ricerca in Italia, circa i tre quinti degli intervistati (61%) si manifestano più propensi a leggere i documenti su carta anziché su schermo, i più bassi in Europa. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, in tutto il continente sono i professionisti più giovani ad accentuare questa proporzione: circa i tre quarti (73%) dei professionisti sotto i 35 anni trova più facile la lettura dei documenti su cart a, in confronto ai circa due terzi (67%) di quelli con età superiore ai 35 ann i. In Italia, sia i professionisti sotto i 35 anni che quelli oltre manifestano la medesima preferenza al 61%.

Ecco perché, a maggior ragione, delle soluzioni come un codice PIN o una carta personalizzata da strisciare prima di stampare, possono responsabilizzare maggiormente gli utenti, mettendoli in grado di ordinare per priorità i documenti di cui hanno bisogno e riducendo la quantità di carta e toner utilizzata per produrre materiale non necessario o usa-e-getta.

Autore: ITespresso
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