Questa censura non s’ha da fare

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Fuorilegge la censura legale? Forse, almeno nello Utah

La notizia viene da Salt Lake City e riguarda il fenomeno chiamato ‘movie sanitizing’, molto diffuso negli States e nel resto del mondo, cioè della censura cinematografica. Quando un film non rispecchia precetti morali e religiosi di uno stato, vengono tagliate le scene “calde” e il film viene “rimontato” di nuovo per essere distribuito nelle sale. Nello Utah ci sono tre aziende il cui business è proprio quello di tagliare le scene giudicate troppo forti o inopportune. Una di queste società è la Sunrise Family Video, protagonista della sentenza emessa dal giudice Richard Matsch di Denver che ha considerato la censura delle pellicole una violazione del diritto d’autore. Hollywood esulta, e a gioire sono registi come Martin Scorsese e Steven Spielberg e tutti quelli riunitisi nell’Associazione dei Registi Statunitensi che promuove la libertà di parola e di espressione. Negli USA sono circa 90 le pellicole censurate ogni anno e la metà di queste sono distribuite nello Utah. “Finalmente gli spettatori potranno essere sicuri di comprare, vedere o noleggiare opere integre” – ha dichiarato Michael Apted, presidente dell’associazione – e di ammirare esattamente ciò che il regista ha voluto offrire nel proprio film e non l’opera arbitraria di chi non capisce nulla d’arte”. Ray Lines, CEO della CleanFlicks (tradotto sta per ‘Film Puliti’), altra azienda specializzata in tagli e colpita dal verdetto, ha nnunciato ricorso.

Autore: ITespresso
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