Raee, con l’1 contro 0 la normativa potrebbe sbloccare la crisi della distribuzione

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Arriva l'1 contro 0 nel ritiro dei RAEE
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Quale ruolo può avere la distribuzione nella raccolta dei Raee dopo la recente introduzione dell’1 contro zero? Questa domanda è stata l’oggetto del seminario organizzato da Remedia e Aires, con la collaborazione di Ancra

La distribuzione non può accollarsi tutti gli oneri senza essere partecipe alla scrittura delle regole. Nel 2005 avremmo voluto presenziare al tavolo delle riunioni di dare il nostro contributo”. Così si esprime Riccardo Pasini, vicepresidente Aires, associazione italiana retailer elettrodomestici specializzati, riguardo le vecchie e le nuove regole che riguardano i Raee. “Nel 2005 la distribuzione ha protestato ma eravamo ancora in un periodo in cui si vendeva bene, le cosiddette ‘ vacche grasse’. Dal 2010 a oggi le cose si sono sempre più sgonfiate, lasciando spazio a cali di vendite e clienti sempre meno interessati a entrare nei punti vendita. Negli ultimi 14 mesi no0n abbiamo avuto una crescita superiore allo 0,10% rispetto al mese precedente”, spiega Pasini.

Quale ruolo può avere, dunque, la distribuzione nella raccolta dei Raee dopo la recente introduzione dell’1 contro zero? Questa domanda è stata l’oggetto del seminario organizzato da Remedia e Aires, con la collaborazione di Ancra. Insieme ad esperti ministeriali e di legge, queste realtà hanno spiegato la nuova direttiva Raee (2012/19/EU) recepita in Italia con il decreto legislativo n. 49 del 14 marzo 2014. Cosa significa 1 contro 0? Significa un ulteriore semplificazione per i consumatori i quali possono recarsi presso i punti vendita e consegnare il loro Raee senza obbligo di acquisto.

Riccardo Pasini, vicepresidente Aires
Riccardo Pasini, vicepresidente Aires

Ma attenzione, non è tutto è così semplice: le dimensioni dell’oggetto non devono superare i 25 centimetri e, la disposizione in esame è obbligatoria per gli esercizi commerciali con una superficie di vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche superiore ai 400 metri quadrati. Inoltre, secondo quanto ha ricordato Andrea Farì, avvocato di Ambientalex, “i punti di raccolta non sono subordinati ai requisiti in materia di registrazione o autorizzazione: autorizzazione unica, albo gestori, Aia, recupero agevolato”

Sentendo Pasini, la distribuzione ne esce bistrattata, ma il cosiddetto uno contro zero, non ne esce con le ossa rotte. “In questo momento in cui la situazione è in stallo – spiega Pasini – si cerca di incrementare le vendite riducendo i margini, ma questa è una spirale pericolosa, che si avvita su se stessa, perché il vero problema è che non entra più gente nei negozi, pertanto, iniziative come l’1 contro 0 sono ben viste se stimolano i consumatori a entrare nei punti vendita anche solo per consegnare un oggetto”.

Della stessa opinione è Maurizio Calaciura, vicepresidente Ancra che spiega: “La distribuzione è stata investita di un compito che non aveva  e ci domandiamo quindi come possiamo rendere produttivo questo momento, dato che dobbiamo capire, attraverso un tavolo tecnico, come rendere produttive le disposizioni ministeriali”. Questa disposizione porta il mondo della distribuzione ad avere nuovi adempimenti, ma anche la possibilità di giocarsi un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi di raccolta previsti dalla Ue.

Il nuovo adempimento porta ad intercettare i piccolissimi Raee, quelli di cui più facilmente ci si dimentica. A oggi, si stima che questa tipologia di rifiuto possa ammontare a 30 mila tonnellate , pari a 1,4 chilogrammi per nucleo familiare. “Si stringono i tempi per arrivare al target di raccolta che ci chiede l’Europa, ossia l’85% dei Raee generati o il 65% delle apparecchiature immesse sul mercato, entro il 2019”, ha spiegato Danilo Bonato, direttore generale Consorzio Remedia.L’introduzione dell’1 contro 0 è uno strumento importante per cambiare passo: siamo convinti che la distribuzione si impegnerà per offrire questo nuovo servizio ai consumatori, così come sta avvenendo nei paesi europei più virtuosi”.

Analizzando il contributo della distribuzione alla raccolta di Raee, si evince che la Francia è stata la più virtuosa con il 35% della raccolta nel 2013; l’Uk con il 27% al secondo posto, il Belgio con il 25% al secondo e l’Italia solo il 7%. E’ ragionevole, si domanda Bonato, attendersi un contributo del 30% anche dall’Italia entro il 2019, per un obiettivo di 216 mila tonnellate che produrrebbero 140 milioni di euro di valore stimato medio intrinseco delle materie prime recuperate? Bonato pone un obiettivo: coprire i costi e, se possibile premiare il consumatore.

Il panel di relatori
Il panel di relatori

Ma ecco che ora entrano in azione le novità, i cosiddetti Paed (piccoli apparecchi elettrici ed elettronici domestici) che potrebbero dare una mano alla distribuzione, coprendo il 7% del peso totale dei Raee raccolti, questo almeno come obiettivo. Un dato, quindi, che si aggirerebbe attorno alle 15 mila tonnellate, il che porta a pensare che su 1.500 punti vendita, ognuno di questi avrebbe in onere 0,8 tonnellate al mese, ossia 2.100 Paed e un valore intrinseco potenziale di 700 euro suddivisibile in 300 euro quale preparazione per il riutilizzo (a valle di eventuali attività di commercializzazione dell’usato) e 400 euro per il riciclo. Tutto questo, si spera, secondo Remedia, possa aiutare i punti vendita a riempirsi di nuovo di gente. Il nuovo dlgs che ha recito la direttiva Ue ha portato anche semplificazioni nel panorama della già prevista normativa sul recupero dei Raee e introdotto l’ulteriore semplificazione degli 1 contro 0.

Enrica Blasi del ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare, precisa che rappresenta una facoltà e non un obbligo, per i distributori con area di vendita inferiore ai 400 metri quadrati di istituite l’1 contro zero. Inoltre, allargamento da uno a tre mesi del periodo entro il quale recapitare il Raee presso i centri di raccolta. Infine, la rappresentante governativa ha annunciato una serie di altri interventi, sotto forma di decreti ministeriale, che andranno a dare le disposizioni attuative e semplificative del cosiddetto 1 contro 0.

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