La RAI in fuga da YouTube

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Canone Rai in bolletta, sotto il milione le richieste di esenzione
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La RAI potrebbe eliminare 40 mila video dalla piattaforma di YouTube, un canale con 1,2 milioni di iscritti

L’addio della RAI a YouTube dal primo giugno sembrerebbe una decisone del direttore generale della Tv Luigi Gubitosi, ma al momento pare che non sia stato rotto alcun accordo, in quanto la RAI non avrebbe un contratto da strappare. Invece le voci di rottura potrebbero riferirsi a una trattativa in corso, mentre la Tv pubblica prepara la quotazione di Raiway entro la fine dell’anno.

Tuttavia, se fosse confermato l’addio della RAI da YouTube, a perdere un’opportunità sarebbero gli abbonati RAI: utenti che perderebbero la possibilità di vedere 40mila video RAI sul sito di video condivisione YouTube

Il canale YouTube ha superato gli 1,2 milioni iscritti e le 761 milioni visualizzazioni, ma  sono oltre il miliardo se si includono Rai News ed altre fonti. Google Italia lavora con il revenue sharing, da dividere con i partner. La revenue sharing concessa da Google potrebbe aggirarsi sui 700 mila euro annui per un corrispettivo di 7000 nuovi video caricati. Ogni singolo video comporta 100 euro aggiuntivi in un anno nelle esangui casse del gruppo, oltre alla pubblicità gestita in proprio, che aumenta con l’aumentare del traffico sul canale YouTube.

RAI verso l'addio a YouTube
RAI verso l’addio a YouTube

Ora vedremo se la RAI preferisce l’autarchia e puntare dritto sulla propria piattaforma, ma rinuncerebbe a 1,2 milioni di utenti già iscritti al canale e al Revenue sharing. La RAI in fuga da YouTube potrebbe perfino pesare sui conti – da anni traballanti – della Tv pubblica. “Da una prima analisi effettuata sugli impatti economici derivanti dall’applicazione del decreto Irpef si evidenzia un risultato di esercizio negativo, al 31 dicembre 2014, provvisoriamente stimabile in circa -162 milioni di euro” e Gubitosi ha aggiunto: “La riduzione degli introiti di 150 milioni di euro si aggiunge ai circa 50 milioni di euro di minori ricavi da canone stimati nel 2014 per effetto del mancato adeguamento all’inflazione del canone e dell’aumento della morosità”. L’addio della RAI a YouTube sembra anacronistico. Ma se l’abbandono del canale YouTube portasse addirittura a un rialzo del canone, uno dei più evasi, – per compensare la fine del rapporto con YouTube – sarebbe perfino una beffa per gli utenti.

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Autore: ITespresso
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