Rallenta l’Ict nella Pubblica Amministrazione Locale

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Rapporto Assinform: cresce la spesa per l’in house, rallentano gli
investimenti in innovazione

A Roma il secondo Rapporto Assinform sull’Ict nella Pubblica Amministrazione Locale. Trend in calo della spesa informatica delle amministrazioni locali, + 2,9% nel 2006 a fronte del + 3,4% nel 2005, ma l’in house cresce più velocemente: + 4,7% rispetto al 4,3% dell’anno precedente. Progressi sull’informatizzazione delle funzioni interne, scarsi i risultati sui servizi al cittadino e alle imprese e sull’e-government. In dettaglio si vede che , in realtà, cala la spesa di Comuni (-3,2%) , Province (-2,1%), Comunità montane (-2,3%), mentre l’unica a crescere è la spesa delle Regioni con un trend annuo del 6,5%, quasi doppio rispetto al 2005. Rimane bassa la copertura informatica per aree cruciali come sanità e Cup regionali.Ennio Lucarelli, presidente di Aitech-Assinform, ha affermato: ?Si all’iniziativa del Cnel di avviare un tavolo di confronto fra imprese pubbliche e private per riequilibrare il mercato pubblico dell’informatica a favore della concorrenza e dell’innovazione?. La Pa locale sta naturalmente diventando uno dei maggiori produttori di domanda di servizi innovativi al cittadino e alle imprese. Tuttavia l’indagine mette in evidenza che finora questa domanda è stata troppo concentrata su stessa. Da una parte, infatti, le amministrazioni hanno teso a privilegiare interventi sulle funzioni interne: gestione del personale, contabilità, tributi, mentre è stato trascurato l’ammodernamento tecnologico delle funzioni che hanno impatto diretto sui cittadini e sullo sviluppo locale, quali ad esempio la sanità e i centri di prenotazione dei servizi sanitari per le Regioni, la gestione dei catasti e le relazioni con il pubblico per i Comuni. Dall’altra sono sempre più evidenti le condizioni di scarsa concorrenza entro cui si cerca soddisfare la domanda pubblica. Dall’indagine infatti è emerso come gli affidamenti ad aziende pubbliche IT superino il 50% del totale. E il 43% degli acquisti di servizi informatici avviene attraverso affidamenti, senza gara, a società controllate. Da pratica eccezionale, come vorrebbe la politica europea, si è arrivati in Italia a fare dell’in house una prassi troppo generalizzata. Per questo siamo pronti ad aderire al tavolo di confronto fra aziende pubbliche e private d’informatica proposto dal Cnel, a cui aggiungiamo la proposta della costituzione di un osservatorio indipendente per analizzare il livello dei servizi che gli Enti locali offrono ai cittadini, in un quadro di confronto europeo ?.

Autore: ITespresso
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