Rapari (Assintel): tutela contrattuale anche per le partite Iva

Autorità e normativeAziendeMercati e Finanza

Giorgio Rapari, presidente Assintel, commenta i dati e i risultati dell’Osservatorio dei profili professionali nell’It e lancia una serie di proposte per andare incontro al popolo delle partite Iva scaturite da espulsioni dal mondo del lavoro e auspica voucher formativi per la piccola impresa

Nel contratto collettivo nazionale di lavoro  (Ccnl) del terziario, rinnovato quest’anno, è stata inserita una sezione dedicata alle figure professionali Ict. Giorgio Rapari, presidente Assintel, lancia l’allarme sugli incentivi allo sviluppo dei talenti ritenendo urgente “introdurre lo strumento dei voucher formativi per la piccola impresa oltre a forme flessibili di valorizzazione delle competenze e dei meriti”. Ma non solo. “Le partite Iva scaturite da espulsioni dal mondo de lavoro dovrebbero essere normate e il nostro contratto rinnovato potrebbe essere una buone appendice per queste realtàe noi, come associazione, attenta allo sviluppo, dovremmo farcene carico”.

Ma Rapari non parla solo di Assintel ma anche di quelle altre associazioni che insieme alla stessa Assintel hanno un’anima comune in Confcommercio e con le quali si dovrebbero unificare gli sforzi e farsi ascoltare dai vertici governativi. Sono tre, per Rapari i punti chiave sui quali, a livello associativo, è importante puntare: “Infrastruttura, la Pa che diventa drive e, infine, formazione, assistenza e previdenza”, dice. Sono queste alcune delle considerazioni e spunti emersi durante la presentazione dei dati dell’Osservatorio dei profili professionali nell’It presentati nell’ambito del convegno sulla gestione delle risorse umane come leva di rinnovamento.

Secondo i dati presentati durante il convegno, sono 129mila le imprese Ict a saldo del primo semestre dell’anno, per oltre 600mila addetti: l’occupazione rallenta la caduta ma ancora ha saldo negativo (-0,2%), il 71% delle imprese è a crescita zero. Calano gli occupati “tradizionali” (sono il 78% del campione) mentre crescono quelli atipici (22%). La crescita inarrestabile del “popolo delle partite Iva” guadagna un altro 3% e sfiora quota 153.800 (sono il 25%), compensando in modo improprio il deflusso occupazionale del lavoro dipendente innescato dalla crisi. Le retribuzioni crescono meno dell’inflazione: il divario medio si avvicina al 2%.

Sul fronte delle tariffe professionali, il trend è negativo da un decennio: le tariffe medie nel 2011 segnano un ulteriore ribasso del -2,6%, dopo il -1,7% dello scorso anno e il -8,1% nel 2009, in particolare nel mercato della Pa. Assintel ha presentato uno spaccato aggiornato al 2011 dell’impatto della crisi economica sul mercato It dal punto di vista delle risorse umane. Partner di Assintel Idc GiGroup e OD&M, AICA, itSMF, IWA.

E’ Fabio Rizzotto, research director It Idc Italia, a entrtare nel dettaglio dei valori. “Nuovi fenomeni identificabili come Intelligent economy si sono affacciati nel panorama: si pensi al social business mobile broadband, it virtualization, cloud, mobile services e apps. Ora – spiega Rizzotto – è importante capire come questi fenomeni stanno trasformando l’intera infrastruttura Ict”.

Prosegue il trend di deprezzamento, che in questi ultimi tre anni ha toccato spesso livelli al di sotto della sostenibilità. A novembre la caduta delle tariffe medie 2011 segna un -2,6%, peggiorando di 0,4 punti rispetto al mese precedente, segnale di un trend in rapida evoluzione negativa. A soffrire maggiormente quelle legate agli sviluppi applicativi (-3,9%), seguono le aree di Implementazione e System Integration (-1,8%) e infine la consulenza (-1,1%). Ecco alcuni valori medi rilevati a fine novembre, che evidenziano il crollo rispetto a 5 anni fa: Programmatore: 236 euro/giorno (era 296 nel 2006); Analista programmatore: 355 euro/giorno (era 404 nel 2006); Analista senior: 552 euro/giorno (era 630 nel 2006); Capo progetto: 535 euro/giorno (era 776 nel 2006).

La situazione di stallo dell’economia si riflette nelle retribuzioni dell’Ict: per tutto il 2010 sono rimaste stabili o solo lievemente in crescita per il 75% dei casi, al di sotto dei tassi di inflazione. I dati del primo semestre 2011 sono ancor più impietosi, se letti in ottica di potere d’acquisto: un Impiegato medio del settore It ha una retribuzione annua lorda di 26.963 euro, che cresce solo dell’1% rispetto all’anno precedente, contro un tasso di crescita dell’inflazione ad alta frequenza del +2,8%. Il divario si accentua per i Quadri (50.286 euro, crescita del +0,3%) ed è massimo per i Dirigenti (91.754 euro, decrescita del -0,3%).   E’ su queste tre categorie professionali e sulle retribuzioni che la situazione è particolarmente degna di nota. Rizzotto ha mostrato come, a differenza di dirigenti e impiegati e operai, la retribuzione dei quadri nell’Ict sia sempre stata crescente, segno che negli anni bui della crisi ha colpito e sta colpendo gli estremi.

Le aziende ricorrono a finanziamenti pubblici per la formazione nel 70% dei casi, a fondi interprofessionali nel 20% dei casi e nel 47% ad auto-finanziamenti.

Specularmente dinamiche simili si riscontrano nei processi di valutazione del personale:  processi strutturati di valutazione sono assenti per il 78% del campione, percentuale che sale all’89% per le piccole aziende con meno di 15 addetti. Emerge tuttavia qualche segnale in controtendenza: comincia ad affacciarsi anche in Italia la certificazione indipendente dei profili professionali per le piccole e le micro imprese, che consente loro di avere un punto di riferimento utile per i reali profili che operano al loro interno. Per le aziende Ict sono tre i profili difficili da reperire sul mercato e a forte rischio obsolescenza: il Business Analyst, il Security Engeneer e il Service Manager.

Sono facili da trovare e con basso rischio di obsolescenza i profili di System Integration e gli Sviluppatori Software. Meno donne ai livelli dirigenziali (0,82% contro il 2,6% di uomini) ma in maggioranza ai livelli impiegatizi (32,62% contro il 27,72%); più stage e contratti atipici, mentre la componente maschile prevale sulle partite Iva: questa la composizione media nelle aziende Ict osservate. Per il 34% delle aziende non sono previste agevolazioni per favorire la compatibilità fra lavoro e vita familiare, percentuale che sale al 46% per le imprese con meno di 15 addetti.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore