Rapporto Assinform 2005

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Oggi a Milano è prevista la presentazione del Rapporto. In anteprima alcune proposte di Assinform a supporto del rilancio dell’innovazione

Lo scorso 3 maggio Assinform è stata invitata ad un’audizione parlamentare presso la IX Commissione della Camera (Poste, Trasporti, Telecomunicazioni). In audizione è stato presentato un testo contenenti le osservazioni e le proposte che verranno riformulate in modo più articolato,in occasione della presentazione del Rapporto Assinform 2005 che avverrà il 6 giugno a Milano. Assinform nell’audizione ha fornito sia un’illustrazione critica dei progetti in corso nel nostro Paese – per diffondere l’ICT presso gli utenti – sia un’analisi dei vincoli del mercato italiano, da cui scatursicono alcune proposte Assinform a supporto del rilancio dell’innovazione. Le ormai numerose analisi retrospettive sui cicli di sviluppo delle economie dei maggiori Paesi, negli ultimi 15 anni, sono giunte concordemente alla conclusione che l’ICT ha avuto un ruolo fondamentale nel determinare un impulso alla crescita e alla competitività dei Paesi ad elevata intensità di penetrazione e utilizzo di tecnologie. In conseguenza di ciò si può affermare che il digital divide tra Paesi spieghi anche i differenziali di competitività e crescita sul medio e lungo periodo. È soprattutto a partire dalla fine degli anni Novanta che i Governi italiani hanno iniziato a dedicare attenzione al tema dell’innovazione, anche sulla spinta dei primi piani europei, in materia. Di particolare rilevanza è stata l’opera del ministro Bassanini, tesa all’innovazione di processo all’interno della Pubblica Amministrazione. In quel momento storico, a cavallo del secolo, è arrivato in Italia il termine eGovernment. La creazione nel 2001 della figura del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie ha rappresentato per il settore ICT un segnale di significativa importanza. Attorno al ministro Lucio Stanca, manager internazionale ben noto agli operatori del settore, si è creata una grande aspettativa. Le “linee guida” che il ministro ha promosso nel 2002 sono state accolte come un piano di lavoro molto promettente, su più livelli di intervento. Di fatto, la sua azione, su indicazione del Governo, si è poi concentrata prevalentemente in due ambiti: la Pubblica Amministrazione e i Cittadini. Sul fronte della Pubblica Amministrazione digitale, l’iniziativa più rilevante è stato certamente il piano di eGovernment. Il Piano implica sia un’evoluzione culturale della PA verso una logica di servizio a cittadini ed imprese, sia un’evoluzione tecnologica verso una completa interconnessione di tutte le PA ed una capacità di “cooperazione applicativa”. Il Piano eGovernment ha avuto certamente il merito di stimolare l’attenzione e l’investimento nella PA locale, fino ad allora poco coinvolta nei progetti nazionali. Il primo avviso di eGovernment ha prodotto oltre 400 progetti, ideati e presentati da Regioni ed Enti locali, di cui 134 finanziati, per un valore complessivo di lavori attivati superiore a 500 milioni di Euro, con un co-finanziamento governativo pari a 120 milioni di Euro. Nel suo complesso, il piano eGovernment nella PA centrale e locale, tra il primo avviso e la seconda fase, attualmente in corso, ha visto lo stanziamento di circa un miliardo di Euro, e l’attivazione ? attraverso il meccanismo del co-finanziamento ? di nuovi, importanti investimenti degli Enti locali e dei partner privati. Altre iniziative sviluppate, nell’ottica di una Pubblica Amministrazione digitale ed interconnessa, sono a creazione del Sistema Pubblico di Connettività (SPC), destinato a superare i progetti di infrastruttura digitale varati nel corso degni anni Novanta e ormai obsoleti (la RUPA e le RUPAR), nonché il Codice dell’Amministrazione digitale, nato dalla raccolta di tutte le norme varate nel corso degli ultimi cinque anni, per spingere la PA all’utilizzo delle tecnologie, al suo interno e nel rapporto con i cittadini e con le imprese. Particolare attenzione è stata volta al sociale. La “legge Stanca” sull’accessibilità porta l’Italia all’avanguardia per quanto riguarda la fruizione delle tecnologie e di Internet da parte dei diversamente abili. Un capitolo rilevante è stato l’investimento nel Mezzogiorno. La diffusione della rete a banda larga, grazie soprattutto all’opera del Ministero delle Comunicazioni, e delle tecnologie nei “distretti digitali“, grazie soprattutto al Ministro per l’Innovazione, può portare alla nascita di nuovi poli d’eccellenza. La nascita di due società di scopo con Sviluppo Italia, ovvero Innovazione Italia per il MIT e Infratel per il Ministero delle Comunicazioni, ha segnato la volontà concreta di realizzare i progetti per i quali il CIPE ha stanziato centinaia di milioni di euro. Il Ministero delle Comunicazioni, oltre allo sviluppo della Banda Larga su rete fissa, ha operato positivamente per lo sviluppo delle rete mobili di ultima generazione (UMTS) e per le prime, promettenti sperimentazioni del Digitale Terrestre. Si registra tuttavia una minore attenzione nei confronti dell’innovazione delle imprese. Disattenzione che ha caratterizzato sia l’attuale Governo che quelli che lo hanno preceduto. Il Ministro per l’Innovazione ed il Ministro delle Attività produttive hanno lavorato su alcune leve d’incentivo, tra cui il “bando eCommerce” e il “Piano per l’innovazione nelle imprese“. Più di recente si sono attivati strumenti per facilitare l’accesso al credito, tra cui la “Sabatini per l’innovazione“. Provvedimenti che indicano la via da percorrere, ma non possono essere giudicati esaustivi, anche alla luce della difficoltà di accesso agli strumenti della finanza agevolata da parte delle piccole imprese. La mancanza di incentivi semplici e tangibili, infatti, non ha aiutato le PMI italiane, che in questi anni hanno aggravato la loro tendenza recente alla riduzione di investimenti in innovazione. Inoltre, si è sentita la mancanza di una forte “comunicazione istituzionale” in quest’ambit o. Nel contesto della scarsa attenzione alle imprese, va inserita anche la mancanza di una politica industriale a supporto del settore delle nuove tecnologie. Comparto che certamente soffre di eccessiva parcellizzazione e di carenza di grandi gruppi industriali nazionali, capaci di competere all’estero. Ma che non gode della necessaria notorietà presso il mondo politico e istituzionale, con il rischio di essere tagliati fuori, nel contesto internazionale, in uno dei settori industriali di punta per l’economia mondiale. Il Rapporto Assinform 2005 offrirà proposte e risposte agli interrogativi qui sollevati.

Autore: ITespresso
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