Mentre il Pil italiano sprofondava nel 2009 a -5% (mentre Cina e India volavano, rispettivamente, dell’8,7% e del 7,2% e gli Usa calavano del -2,4%), il mercato mondiale dell’Ict scendeva dell’1,5% a quota 2,968 miliardi di euro (contro la precedente crescita del 4,4%).
Il 2009 va, dunque, archiviato secondo il Rapporto Assinform 2010 non solo come un anno di recessione e di gelo per l’Ict ma, secondo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting, come “il peggiore degli ultimi cinquanta anni” . Anche le vendite mondiali di cellulari sono calate del 3,5%, mentre in controtendenza sono risultati tre mercati, sempre a livello globale: la telefonia mobile (salita da 3,98 del 2008 a 4,58 miliardi di utenti nel 2009), il mercato degli utenti Internet (in crescita da 1,55 a 1,8 miliardi di utenti), il mercato della banda larga (in ascesa da 414 a 462 milioni).
Ancora una volta è cresciuto - e questo è il dato allarmante - il gap tra l’Italia e il resto del mondo: complessivamente il mercato nazionale dell’ICT è calato del 4,2% scendendo a un valore di 61.771 milioni di euro, contro un calo dell’1,5% a livello mondiale: l‘IT italiana è calata dell’8,1%, le TLC del 2,3%. E Angelucci, Presidente Assinform, sottolinea con gravità questo punto: “L’Italia ancora una volta soffre di tassi di sviluppo disallineati da quelli degli altri Paesi europei. Quando l’Europa cresce, il Paese cresce meno degli altri e, quando la crescita è negativa ne risente di più, in questo comparto”. Ancora più incisivo Capitani quando entra nel dettaglio del panorama delle telecomunicazioni: “Sono venuti a mancare, nel nostro Paese, tre pilastri fondamentali: la telefonia mobile - per la prima volta nel nostro paese con un segno negativo (-1,5%) ; il segmento consumer - con un calo che si spiega con le continue rinegoziazioni tariffarie; le perdite significative non solo dei servizi nella parte fissa, ma anche in quella mobile.
E mentre da noi l’IT ha registrato un crollo dell’8,1%, in Europa il calo è stato forte ma più contenuto (-5,4%). La caduta verticale dell’IT italiana è tra le peggiori al mondo, superata solo dal Giappone a -8,7% e dalla Spagna a -9.1%. Capitani evidenzia come “l’IT italiano nel 2009 ha perso peso significativamente anche rispetto al PIL, un fenomeno che non si registrava dal 2004″.
Nel mercato IT, nel biennio 2007-2009, la doccia fredda è stata subìta dall’hardware a -14,8% (4,87 miliardi di euro). Seguono i servizi in calo del 6,5% (8,75 miliardi di euro). In declino del 3,6% è il software (4,30 miliardi di euro). In flessione del 5% è l’assistenza (755 milioni di euro).
Vediamo gli andamenti in ogni segmento di mercato.



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