Rapporto Assinform 2011: La ripresa del mercato IT è un miraggio

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Paolo Angelucci, presidente Assinform

Il mercato Ict mette a segno una battuta d’arresto, gelando le aspettative di ripresa. Ma segnali di crescita, in controtendenza, ci sono: nel software, nei servizi più innovativi delle Tlc e nel cloud computing

Il presidente di Assinform, Paolo Angelucci, commentando le anticipazioni del Rapporto Assinform sul mercato Ict, afferma: “Declinare in Italia l’Agenda digitale è un obiettivo prioritario per rilanciare la domanda di Ict e accelerare su tre aspetti fondamentali per la crescita e la modernizzazione del Paese: sviluppo e efficienza dei servizi pubblici, innovazione delle imprese, sviluppo delle infrastrutture a banda larga”. Il debutto di Assinform in veste di Confindustria Digitale avviene con la nuova doccia fredda per l’IT: la battuta d’arresto rispetto al precedente segnale di recupero. I dati parlano chiaro: IT a -1,3%, in cui è calma piatta nel software (che sale lievemente a +0,4%), ma pesano in negativo hardware (-2,1%) e Servizi It (-1,5%); le Tlc in calo del 4,2% (frutto dei valori combinati di servizi Tlc a -3,8% ed apparati a -5,9%); in forte ritardo sull’UE a 27 e a macchia di leopardo il processo di digitalizzazione del Paese. In controtendenze, oltre al software, è il Cloud computing: vale 130 milioni di euro nel 2010, e si prevede che entro il 2013 salga a 410 milioni di euro.

Con un tasso di crescita di – 1,3%, infatti, la dinamica dell’It rimane negativa contraddicendo, per ora, le previsioni di una possibile ripresa nell’anno in corso. I nostri dati confermano il perdurare di un quadro di grande incertezza per il settore It, che ancora non trova, nel contesto economico nazionale, le spinte necessarie per uscire dallo stato di sofferenza, in cui è entrato a seguito della crisi globale. L’indagine congiunturale Assinform di fine aprile ha, infatti, evidenziato, rispetto a quanto rilevato a febbraio, un peggioramento degli ordinativi delle aziende informatiche, confermato da una netta riduzione della propensione agli investimenti in nuovi progetti It da parte delle imprese-clienti. E’ questa una testimonianza preoccupante delle difficoltà a intraprendere la via dell’innovazione e della crescita di competitività, che ancora persistono nel sistema produttivo italiano, in particolare da parte delle Pmi” ha spiegato Paolo Angelucci, nel presentare oggi a Milano i risultati del Rapporto Assinform 2011, elaborato in collaborazione con NetConsulting.

Tuttavia non vanno sottovalutati “segnali precursori di domanda innovativa in crescita”  ha illustrato Angelucci riferendosi alla “tenuta del comparto software, che con una crescita di + 0,4% registrata a fine marzo di quest’anno, è l’unico a essere tornato positivo. L’aumento della componente innovativa dei servizi di telecomunicazioni, giunta a coprire ormai il 30% del totale, che alimenta la domanda di nuove tecnologie informatiche. Infine il mercato del cloud computing che oggi vale 130 milioni di euro e nei prossimi due anni si stima dovrebbe triplicare”.

Non tutti i player hanno capito che si va verso una maggiore integrazione fra infrastrutture avanzate di Tlc e innovazione It , le cui nuove opportunità sono tutte da cogliere. Il ritardo nel percepire il mutamento di paradigma, fa sì che la digitalizzazione del Paese proceda a macchia di leopardo, creando zone di digital divide che tagliano fuori interi territori e ampie fasce di popolazione e amplificando il ritardo con il resto d’Europa.

Già l’Italia sconta un ritardo complessivo nel processo di digitalizzazione rispetto alle medie dell’Ue27, ma al suo interno si rilevano gravi disparità  territoriali. Per quanto riguarda le imprese che utilizzano la banda larga, la media italiana è dell’83%, collocando il paese a metà classifica europea. Ma al suo interno si rileva che  Calabria, Sardegna, Basilicata, Puglia, Molise e Trentino, con il 77%, si trovano nella parte bassa della classifica, con Repubblica Ceca, Irlanda, Ungheria, mentre Piemonte, Liguria e Val d’Aosta con oltre l’86% sono nella parte alta, e si confrontano a paesi come Germania, Uk, Svezia.

In Italia serve una “cabina di regia” che sviluppi una vera Agenda digitale: “La declinazione dell’Agenda digitale europea in chiave nazionale è una strada che non può essere più elusa o rimandata – ha concluso Angelucci – In Italia abbiamo già casi di agende regionali che iniziano a essere implementate accanto alla totale o scarsa assenza di iniziativa in altre regioni. E’ fondamentale valorizzare il ruolo delle Regioni nella digitalizzazione dei territori attraverso  un’ Agenda nazionale capace di rendere coerenti e omogenee le strategie regionali, su tre temi cruciali per il Paese: lo sviluppo e l’efficienza dei servizi pubblici, l’innovazione delle Pmi, lo sviluppo dell’infrastrutturazione a banda larga“.

E le previsioni per il 2011? Il mercato IT rischia di restare fermo al palo:Allo stato attuale le nostre previsioni per il 2011 oscillano fra una stima pessimista che assegna al settore It un trend di crescita attestato a -0,8% e una ottimistica che individua una crescita di +1,3%. La prima presuppone nessuna modifica di contesto, la seconda che le condizioni di contesto inizino a cambiare, con l’introduzione di un quadro normativo certo e incentivante l’innovazione, che preveda poche azioni prioritarie, ma capaci di imprimere un’evoluzione accelerata e positiva per tutto il Paese”.

Paolo Angelucci, Confindustria Digitale
Paolo Angelucci (Assinform)
Autore: ITespresso
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