Rapporto Assinform: Il boom degli smartphone è un fattore isolato mentre cala il Mercato digitale

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Paolo Angelucci, presidente Assinform

Il 2012 è stato l’anno della contrazione degli investimenti delle aziende in tecnologie digitali. Non bastano le vendite di smartphone e di Internet delle cose a compensare il crollo di altri settori. I dati del Rapporto Assinform

Il mercato digitale globale (Gdm) ha archiviato il primo quadrimestre 2013 con un calo del fatturato del 7,5%. Lo riporta il 44esimo Rapporto Assinform sull’Informatica, le Telecomunicazioni e i Contenuti Multimediali. Le stime per fine anno parlano di una flessione del mercato digitale globale del 4,2%, un calo del mercato IT del 5,8%, e un declino del 6,5% delle Tlc. Paolo Angelucci, presidente di Assinform, afferma che è giunta l’ora di mettere in moto “il circolo virtuoso della crescita puntando su Agenda Digitale, Economia Digitale e Politica Industriale per il settore dell´Information Technology“. Angelucci detta la sua ricetta, mettendo la centro l’impiego dei giovani, per contrastare la disoccupazione giovanile: “Governance a Palazzo Chigi, bonus cloud per applicazioni e innovazione dei processi aziendali, fondo per lo sviluppo di prodotti e soluzioni It, aumento occupazione qualificata prevedendo l´inserimento in azienda di diplomati tramite stage di 12 mesi e passaggio all´apprendistato“.

Il Gdm italiano nel 2012 ha totalizzato un fatturato pari a 68.141 milioni di euro, con un tasso annuo di -1,8%  (mentre il Pil nazionale sprofondava a -2,4%). Scomponendo, l’economia digitale legata al web, che rappresenta il 21% del mercato, ha registrato un incremento del 7,5%. In Italia alcune componenti sono vivaci: è boom del 62% di vendite smartphone (contro il  41% globale) e di Internet delle cose del 22% (contro il 6% globale). “Performance eccellenti – ha precisato Angelucci – che tuttavia nelle condizioni attuali di arretratezza della Pa, di oggettiva difficoltà delle imprese  e di mancanza di una strategia sistemica per lo sviluppo dell´innovazione, rimangono fattori isolati, non in grado di diventare, come altrove,  volano della ripresa, né di incidere sul ritardo che il nostro paese sta accumulando con le principali economie“.

I dati non lasciano adito a interpretazioni. Il 2012 è stato l’anno della contrazione degli investimenti delle aziende in tecnologie digitali: le grandi aziende hanno segnato un calo dell’1,7%, le medie imprese una diminuzione del 2,1% e le piccole un crollo del 3%. Nonostante i progressi del commercio elettronico, ancora si misura un forte gap fra Italia ed Europa: l’e-Commerce genera una  percentuale di fatturato del 6% contro una media europea del 15%. In Italia le abitazioni con accesso a banda larga si arrestano al 55%, contro il 73% della media UE27, il 37% degli italiani non ha mai navigato in Rete (in Europa la percentuale si ferma al 22% ), quelli che effettuano shopping online si attestano al 15% a fronte di medie europee del 35%, per l’uso dell’e-banking coinvolge il 21% di italiani (contro il 40% di europei) e interagisce online con la Pa solo il 19%, rispetto al 44% di europei.

A livello mondiale la “spinta verso del Global Digital Market, che ha segnato + 5,2% nel 2012/11 e raggiunto un valore di 4.219 miliardi di dollari, sta trainando l´economia cresciuta del 3,5% nello stesso periodo”. Invece, a pesare in Italia sono i ritardi e il Divario digitale: “Per attivare il circolo virtuoso della crescita non ci si può affidare a provvedimenti spot – ha concluso Angelucci – ,  ma occorre un impegno a tutto campo puntando su Agenda Digitale, Economia Digitale e Politica Industriale per il settore It. La realizzazione dell’Agenda digitale va posta al centro del progetto di sviluppo del Paese al fine di creare le condizioni per la modernizzazione della Pa e delle sue transazioni con i cittadini e con le imprese. Avviare il processo di digitalizzazione è assolutamente urgente, ma per questo occorre rafforzare la governance attraverso l’assunzione diretta di responsabilità nelle mani della Presidenza del Consiglio e l´istituzione di un efficace coordinamento con le Regioni. Per lo sviluppo dell´economia digitale riteniamo prioritarie due misure: istituzione del ‘Bonus Cloud’  sotto forma di credito d´imposta da utilizzare obbligatoriamente in applicazioni e nello sviluppo di nuovi processi aziendali; introduzione di una ‘Sabatini tecnologica‘ per agevolare la digitalizzazione delle imprese e gli investimenti anche immateriali.  A sostegno del settore It va considerata l’opportunità di creare un plafond da destinare alle aziende d´informatica, finalizzato allo sviluppo di prodotti e soluzione innovative, eventualmente con un apposito Fondo di Garanzia. Allo stesso tempo, essendo l’It un settore ¨labour intensive¨, è fondamentale sviluppare politiche attive del lavoro, prevedendo stage di 12 mesi per l´introduzione in azienda anche di personale diplomato con passaggio automatico al regime di apprendistato“.

– Leggi TechWeek Europe: Angelucci (Assinform): Serve un “Bonus Cloud”

Paolo Angelucci, presidente Assinform
Paolo Angelucci, presidente Assinform 

Autore: ITespresso
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