Ray Ozzie: Nessuno sarà 100% open source

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Esistono tanti livelli e gradi di Openness: il mondo non è bianco o nero, ma una scala di grigio

Negli ultimi anni Microsoft si è aperta all’interoperabilità e a una graduale, maggiore competizione sui mercati. Ma la sua immagine rimane quella di paladina della proprietà intellettuale.

Alla Worldwide Partner Conference 2008, il Ceo Steve Ballmer spiegò che Openness non significa free: apertura ai modelli Open non vuol dire gratuito.

Alla PDC 2009 che si è tenuta settima scorsa a Los Angeles, lo Chief Software Architect Ray Ozzie è andato oltre: al mondo in bianco/nero dipinto da Ballmer, ha aggiunto le scale di grigio. L’Openness può avvenire per gradi e ci sono soprattutto tanti livelli di Openness.

Come nellaLogica Fuzzy, il mondo non è bianco o nero, ma una scala di grigio: un’Openness scalabile. Google Android per esempio è open source, ma non tutto ciò che concerne Android è open. Di recente Google ha affrontato una rivolta degli sviluppatori open source contro la sua piattaforma: il riotanti Google ha preso le sembianze della Open Android Alliance , che vuole rimpiazzare le applicazioni proprietarie e a codice chiuso di Android con il software libero.

Nel mondo Open che si va delineando, anche con Google (chrome Os e Android), nessuno sarà 100% open source. Lo riporta BetaNews .

Autore: ITespresso
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