Recepita in Italia la direttiva 2002/38/CE relativa all’applicazione dell’IVA Sul commercio elettronico

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Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 273/2003 viene inferto unduro colpo al commercio elettronico.

ROMA. E’ entrato in vigore il 4 ottobre 2003 il Decreto legislativo n. 273 del 1 agosto 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3 ottobre 2003, che ha dato attuazione alla direttiva 2002/38/CE, in materia di regime IVA applicabile ai servizi di radiodiffusione e di televisione, nonche’ a determinati servizi prestati tramite mezzi elettronici. In base a tale Direttiva, datata 7 maggio 2002, tutte le aziende che operano in Rete, anche quelle non residenti all’interno della Ue, devono applicare l ‘Iva sulle transazioni digitali. Il decreto, quindi, in osservanza a quanto prescritto dalla direttiva, modifica l’attuale struttura Iva dei servizi di “commercio elettronico diretto” (come la vendita on line di software) e di quelli di radiodiffusione e televisione ed interviene principalmente sulla territorialita’ dell’imposta, rendendo operativo in Italia il cosiddetto regime speciale previsto per i soggetti extracomunitari. Per i servizi di radiodiffusione e televisione la novita’ principale riguarda il luogo di tassazione che si determina con riferimento al domicilio del committente. In particolare, viene inserito nell’articolo 7 del D.P.R. 633/72 al comma 4, la nuova lettera f-quater), introducendo fra le tipologie di servizi elencati al quarto comma, lettera d) anche i servizi di radio diffusione e televisione. In base a queste modifiche, il servizio e’ sottoposto a Iva italiana quando viene fornito a un committente nazionale, a meno che venga utilizzato al di fuori della Ue. Inoltre, il prestatore nazionale dovra’ assoggettare a Iva italiana il servizio, anche quando lo rendera’ in ambito comunitario a un committente non soggetto passivo d’imposta residente in un altro Stato membro. Il servizio non sara’ assoggettato a imposta nel caso in cui il committente comunitario sia soggetto passivo Iva in un altro Stato membro. Infine, il prestatore extra-Ue deve, identificandosi in Italia, assoggettare a Iva le prestazioni rese a privati consumatori nazionali. Naturalmente anche per i servizi di commercio elettronico il luogo di tassazione si determinera’ in riferimento a quello di consumo del bene. All’articolo 7 del D.P.R. 633/72 e’ stata inserita, al quarto comma, la nuova lettera f-ter) e sono state introdotte fra le tipologie di servizi elencati al quarto comma, lettera f), anche le prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici. In questo modo saranno oggetto di applicazione dell’Iva nazionale le operazioni di commercio elettronico diretto realizzate nei confronti di committenti nazionali, come transazioni on line realizzate da un operatore extracomunitario nei confronti di un soggetto privato consumatore in Italia. Mentre verranno escluse dall’applicazione dell’Iva tutte le transazioni on line fornite da un prestatore nazionale nei confronti di committenti privati extracomunitari. Il Decreto legislativo ha quindi recepito piuttosto fedelmente la Direttiva di riferimento che ha previsto proprio il caso di un’azienda non europea, che puo’ identificarsi ai fini Iva, ad esempio, nello Stato Italiano, la quale effettuando una prestazione da quest’ultimo verso un consumatore UE, emettera’ fattura con addebito al cliente dell’Iva dello Stato di consumo. Ogni trimestre, dovra’ poi fornire allo Stato Italiano un prospetto Iva in cui indichera’, distinto per ogni Paese UE, l’ammontare delle operazioni e le imposte applicate, contestualmente provvedera’ al pagamento dell’Iva. Dovra’ essere poi lo Stato Italiano a riaccreditare l’imposta riscossa ai singoli Stati membri. Ma la Direttiva comunitaria e’ stato oggetto di feroci critiche da parte degli operatori statunitensi in quanto una delle ragioni che giustifica il notevole sviluppo del commercio elettronico negli Stati Uniti rispetto ai paesi europei e’ rappresentato proprio dalla tradizione liberista statunitense che tende, in ogni caso, a favorire il commercio in tutte le sue forme. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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