Red Hat Desktop 3

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Redhat desktop è una distribuzione Linux per uso aziendale che supporta anche i processori a 64 bit Amd e Intel

Red Hat Desktop è una distribuzione Linux realizzata per le aziende che vogliono sostituire o affiancare Windows nei loro Pc senza rinunciare alle possibilità di gestione centralizzata di programmi e configurazioni. La confezione racchiude 11 Cd-Rom e un Dvd a doppia faccia, che contengono due versioni di Enterprise Linux version 3 update 2: una è adatta a tutti i processori di classe Pentium, mentre la seconda è ottimizzata per le estensioni a 64 bit delle Cpu più recenti (Amd 64 e Intel Em 64T). Le immagini Iso dei dischi sono le stesse scaricabili gratuitamente a scopo di valutazione dal sito Web di Red Hat, ad eccezione dei due dischi chiamati “extras” che contengono solo programmi già reperibili sul Web: la suite Java di Ibm, Macromedia Flash player 6, Real player 8, Acrobat reader 5.05 (in lingua inglese), il client Ica di Citrix e alcuni font Agfa. L’elenco aggiornato dei computer certificati per l’esecuzione di Red Hat è disponibile alla pagina web http://hardware.redhat.com/hcl. Sono compatibili tutti i computer da tavolo costruiti negli ultimi anni, mentre nasce qualche problema per alcuni Pc portatili che hanno display panoramico con rapporto larghezza/altezza di 16/10. Red Hat Desktop 3 impegna l’hardware in modo analogo a Windows Xp, e per funzionare al meglio richiede una Cpu da almeno 500 MHz con 128 Mbyte di Ram e 4 Gbyte di hard disk. L’installazione del sistema operativo si conclude in meno di un’ora utilizzando la semplice procedura guidata in italiano. Aspetto grafico e sequenza delle operazioni ricalcano la distribuzione gratuita Fedora Core 2, ad eccezione della schermata che permette di collegare il Pc ai sistemi di autenticazione e autorizzazione installati sui server aziendali. Red Hat desktop include i client Nis (Network Information Service), Ldap e Hesiod; supporta le autenticazioni Ldap, Kerberos e Smb. Gli amministratori di rete possono perciò migrare a Linux continuando a utilizzare una gestione delle password e dei privilegi di accesso di tipo centralizzato. Un pannello grafico lascia scegliere i pacchetti software da installare, raggruppati razionalmente nelle stesse categorie proposte da Fedora Core 2. L’ambiente grafico predefinito è l’ultima versione di Gnome (potenziata con elementi mutuati da Kde), ma chi lo desidera può installare Kde oppure lo spartano Twm. Il kernel installato inizialmente è la versione 2.4.21. Ad eccezione di qualche dettaglio, l’aspetto e le funzionalità di Red Hat Desktop 3 visibili all’utente sono le stesse della distribuzione gratuita Fedora Core 2, e includono i pricipali pacchetti di produttività individuale come OpenOffice 1.1.0, il software di gestione della posta elettronica Ximian Evolution e il pacchetto di elaborazione delle immagini Gimp. La sottoscrizione annuale al servizio Red Hat network, valida per il numero di Pc scelto al momento dell’acquisto, è il principale valore aggiunto di Red Hat Desktop 3. Attivando la sottoscrizione è possibile scaricare in modo automatico patch e aggiornamenti software con un meccanismo analogo al servizio Windows update, ottenere supporto tecnico, e amministrare centralmente l’installazione di programmi e policy sui Pc della rete. Red Hat Desktop può inizialmente sconcertare gli amministratori abituati alle piccole reti Windows a causa della maggiore rigidità. Per esempio, per impostazione predefinita gli utenti non hanno la possibilità di utilizzare chiavette Usb per trasportare dati, né possono installare programmi e stampanti in modo autonomo. Gli strumenti grafici di gestione sono ben realizzati ma non coprono tutte le attività di competenza dell’amministratore di sistema, che deve conoscere la riga di comando Unix e i relativi script. Questa scelta è ragionevole in ambienti aziendali di medie e grandi dimensioni, dove le complessità di gestione dell’infrastruttura portano a utilizzare in questo modo anche le reti basate su Windows, mentre non dà vantaggi significativi quando i Pc sono pochi e configurati in modo diverso tra loro. In questa situazione è difficile utilizzare gli strumenti per la reinstallazione completamente automatica del sistema, utili nelle situazioni di guasto del disco o riassegnazione del Pc. La necessità di continuare ad accedere a programmi Windows durante la migrazione aziendale verso Linux è risolta dal client Ica, per accedere alle finestre del software eseguito in modalità terminal server; il client Rdp (per i servizi terminal nativi di Windows 2000/2003) va installato separatamente se richiesto, poiché non incluso nella distribuzione. Nell’utilizzo quotidiano la gestione automatica dei pacchetti offerta dalla sottoscrizione a Red Hat network è di grande aiuto per l’amministratore, poiché si possono installare patch e aggiornamenti senza spendere tempo nella ricerca delle dipendenze e con una ragionevole certezza di buon funzionamento. È meno adatta a chi vuole scegliere in modo autonomo i pacchetti da installare sui desktop, prelevandoli direttamente dal dominio pubblico: l’installazione di pacchetti non previsti da Red Hat può infatti creare conflitti.

Autore: ITespresso
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