Redditi online, il Garante Privacy definisce la diffusione illegittima

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Il collegio straordinario dell’Autorità del Garante conferma lo stop definitivo della diffusione dei redditi, che può avere conseguenze civili e penali. In Rete anche tentativi di vendita dei dati

Il G arante Privacy definisce

illegittima

la modalità di diffusione delle dichiarazioni dei redditi sul Web, confermando l’opinione della prima ora. Lo s top temporaneo diventa definitivo, anche se ormai i dati sono ovunque (dal P2p a Ebay. Quest’ultima ha rimosso l’inserzione entro poche ore dalla pubblicazione). L’Agenzia delle entrate, afferma il garante, “dovrà quindi far cessare definitivamente l’indiscriminata consultabilità, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2005“. L’obbligo di richiesta di un parere preventivo del Garante non è stato ottemperato. Per l’Autorità è illecita anche l’eventuale ulteriore diffusione delle dichiarazione dei redditi da parte di chiunque li abbia ottenuti, anche non direttamente, dal sito Internet dell’Agenzia.La diffusione può avere conseguenze civili e penali.

L’Agenzia delle Entrate diretta da Massimo Romano si era giustificata fornendo ieri le sue delucidazioni al Garante: ha applicato la legge, richiamando disposizioni come gli elenchi dei contribuenti e il codice dell’amministrazione digitale.

Ma dopo lo stop e il j’accuse del Garante Francesco Pizzetti contro l’attuale anarchia dei redditi su Internet (finiti nelle maglie incontrollabili del Peer to peer) la bufera sulla vicenda è più viva che mai. L’associazione Telefono Antiplagio ha segnalato che sul sito di aste online eBay.it è stata messa in vendita la «dichiarazione redditi 2005 di tutto il popolo italiano» a 38,50 sterline, ovvero 49,29 euro, a nome di un certo “brazo78”. E sui circuiti p2p tra l’altro i dati sulle dichiarazioni dei redditi non sono nemmeno più attendibili, perché modificate.

La cosidetta Glasnost di Vincenzo Visco, che considera l’uso di Internet per la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi come “un elemento di garanzia, trasparenza e affidabilità dell’informazione”, è invece illegittima per il Garante.

Ora la parola passa al collegio straordinario dell’Autorità del Garante Francesco Pizzetti aveva già affermato di non trovare fondamento giuridico

alla pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi 2005 di 38 milioni di contribuenti.

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Autore: ITespresso
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