Redditi online, il P2p beffa il Garante privacy ma si rischia l’arresto

Autorità e normativeSorveglianza

Il Garante della Privacy aveva chiesto che le dichiarazioni dei redditi fossero eliminate dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Ora i redditi sono alla portata di tutti sulle reti Peer to peer: tuttavia per trattamento illecito dei dati personali si rischia il carcere

La querelle sulla diffusione online dei redditi 2005 dei cittadini italiani, già nell’occhio del ciclone dalle prime ore, si complica. Dopo lo stop del Garante della Privacy intervenuto qualche ora dopo la diffusione dei dati in Rete ad opera dell’Agenzia delle Entrate, è intervenuta anche la Procura di Roma. Il Codacons ha depositato denunce in 104 Procure. Il Pm è pronto a indagare anche l’ex sottosegretario Vincenzo Visco, che ha però smentito che la decisione sia sua e secondo il quale non è stato commesso reato.

Nonostante la tardiva bacchettata del Garante, i dati sono finiti nelle reti del Peer to peer (P2p): il vouyerismo fiscale, al pari della pirateria audiovisiva, è insomma servito. Ma, come per la pirateria, anche con i redditi online sul P2p, si rischia: il reato ipotizzato è quello di violazione dell’articolo della legge sulla privacy che punisce il trattamento illecito dei dati personali. Gli investigatori avvisano che sarà perseguito penalmente e rischia anche il carcere chi userà i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi facendone un uso improprio.

Certo, l'”anarchia” del P2p non aiuta: il Garante ha dato lunedì come termine ultimo all’Agenzia delle Entrate per fornire spiegazioni; il giorno dopo seguirà la riunione del Garante stesso. Anche se Beppe Severgnini commenta la vicinda con un tocco di ironia: “La privacy è importante, ma è altrettanto importante rompere un’imbarazzante tradizione: l’Italia è l’unica, tra le grandi democrazie, dove l’evasione è epidemica“.

Infine il Codacons chiede 20 miliardi di euro di danni, 52 euro per ciascuno dei 38 milioni di contribuenti. L’associazione consumatori chiede anche il sequestro degli elenchi e l’oscuramento dei siti che mostrano i dati.

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