Relazione Agcom 2013: Più sforzi per la banda ultra larga

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Relazione AgCom: Non decolla la banda ultra larga
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I ritardi nella banda ultra larga sono segno di debolezza dell’Italia digitale. Internet sorpassa la stampa e si piazza alle spalle della Tv. La Relazione annuale dell’Autorità di garanzia nella comunicazioni (Agcom) al Parlamento

La Relazione annuale dell’Autorità di garanzia nella comunicazioni (Agcom) al Parlamento punta il dito contro i ritardi nella banda ultra larga, nella lotta al Digital divide, ma anche il crollo della pubblicità, del settore comunicazioni: il numero uno di AgCom dipinge il 2013 come anno nero dell’editoria e del settore comunicazioni. “Sebbene nell’ultimo anno si sia parzialmente ridotto il divario digitale dell’Italia rispetto alla media europea – ha spiegato il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, –, molti sforzi restano da compiere e in questo comune obiettivo l’Autorità continua a fare la sua parte”. “L’Italia mostra segnali di debolezza nello sviluppo e penetrazione delle reti digitali di nuova generazione (banda larga e ultrabanda) e di accesso ai servizi più innovativi”.

Angelo Maria Cardani, presidente di AgCom: Ritardi nella banda larga e 2013 anno nero del settore comunicazioni
Angelo Cardani, presidente di AgCom: Ritardi nella banda larga e 2013 anno nero del settore comunicazioni

 

Il settore comunicazioni e (tlc, radio, tv, poste, editoria e internet) ha chiuso l’anno scorso a quota 56,1 miliardi, in calo del 9%. L’editoria ha bruciato 700 milioni di euro: i ricavi dei quotidiani sono scesi del 7% (da 2,5 del 2012 a 2,3 miliardi di euro del 2013, lontano anni luce dai 3,1 miliardi del 2009), quello dei periodici crollati del 17,2% (da 2,8 a 2,3 miliardi di euro). Pesa l’impatto del declino della pubblicità (-13,17% a quota 983 milioni). Il settore televisivo, in flessione del 4,4%, è passato dagli 8 miliardi e 387 milioni del 2012 agli 8 miliardi e 21 milioni del 2013. Sky mantiene lo scettro dei ricavi tv in Italia nel 2013, la Rai sorpassa Mediaset, balzando al secondo posto.

Il fatturato delle Tlc si attesta a 34,5 miliardi (-10,7%), ma qui pesa la riduzione dei prezzi. In 15 anni i prezzi sono crollati del -44%, Italia ha fatto meglio della Ue: per indubbio “effetto continuo esercitato dal processo di liberalizzazione regolamentata, di matrice comunitaria, che ha interessato il continente a partire dall’inizio degli anni Novanta”. “Dal 2007 l’indice dei prezzi al consumo delle telecomunicazioni in Italia si attesta su una dinamica analoga alla Germania e inferiore rispetto a Francia, Spagna e soprattutto Regno Unito”. Nel raffronto, secondo Cardani di AgCom, “le famiglie italiane possano accedere ai diversi servizi delle telecomunicazioni sostenendo una spesa inferiore rispetto a quella sopportata mediamente dalle famiglie degli altri paesi europei.

Il 2013 è anche l’annus horribilis per la pubblicità: in declino del 10,9%, da 8,3 miliardi a 7,4 miliardi. In caduta libera periodici (-24,1%) e quotidiani (-13,2%), ma barcollano anche tv (-10,1%) e cinema (-7%). La radio lascia sul terreno il 6,4%. E per il primo anno anche Internet – l’advertising online – registra una flessione del 2,5%.  Dalla Relazione annuale dell’Agcom al Parlamento, la tv rimane regina del mercato pubblicitario con il 43,7% (i ricavi sono 3 miliardi 257 milioni), alle spalle della Tv si piazza l’online: Internet sale al 19,7% (1 miliardo 465 milioni) e sorpassa i quotidiani in pesante flessione al 13,2% (983 milioni).

Il numero uno di Agcom ha anche rivelato che “l’Autorità si appresta ad approvare il provvedimento finale relativo al nuovo ciclo di analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa, che dovrà poi essere sottoposto a una consultazione comunitaria”. La decisione prenderà in esame il triennio  2014-16, ma non è esclusa l’ipotesi di estendere il quadriennio fino al 2017.

Allarma l’aumento del contenzioso con gli operatori, “tuttora molto elevato, con ricadute sui tempi di efficacia delle nostre decisioni e in termini di incertezza della regolazione”. Le tariffe di unbundling per il 2010-2012 sono state rimesse in discussione dopo le sentenze del Consiglio di Stato: “Nel corso del biennio – ha sottolineato Cardani – l’Autorità è stata criticata per decisioni con effetti retroattivi; anche questa, tuttavia, è una conseguenza dei lunghi e imprevisti iter amministrativi, innescati dai ricorsi delle imprese verso le decisioni dell’Autorità”. Secondo Cardani, “è bene evitare un abuso o un uso strumentale del contenzioso”. In 12 mesi sono stati avviati 149 ricorsi contro provvedimenti AgCom: quasi uno ogni due giorni, ha twittato Guido Scorza, avvocato ed esperto Internet: segno che “c’è qualcosa che non va”.

In attesa della riforma della PA, del sistema radiotelevisivo e del servizio pubblico (a partire dalla governance della Rai), “Mi preme sottolineare come tutte queste riforme siano figlie di un cambiamento comune, quello dell’informazione e comunicazione digitale, che richiede uno sforzo verso la convergenza normativa” ha ribadito Cardani: tale sforzo deve avvenire “nel riconoscimento del principio di neutralità delle reti e non deve trascurare “le necessarie garanzie del pluralismo, dell’interesse generale e della risposta a bisogni fondamentali dei cittadini nella fruizione dei contenuti”.

La Relazione Agcom ha anche affrontato il tema dei nuovi servizi Internet, il ruolo degli Over the top, la sfida di “Internet delle cose, Big e Open Data”: “Occorre interrogarsi sull’eventuale cambiamento dell’approccio regolamentare” per cogliere “l’effettiva portata dell’ingresso degli Over The Top sui mercati delle telecomunicazioni, oltre che su quelli dei media” ed ha precisato che “da più parti, in sede internazionale e nazionale, viene con sempre più forza la richiesta di stabilire una parità di obblighi tra i diversi soggetti attivi dal lato dell’offerta”. “Ad ogni modo – ha concluso -, le autorità di regolazione hanno di fronte la sfida di analizzare e definire quali siano le questioni, le competenze e gli strumenti posti dalla regolazione di internet o meglio, delle diverse articolazioni cui essa dà luogo: oltre alla disciplina del diritto d’autore online, si pongono temi di enorme rilievo, quali ad esempio, come accennato, la tutela dei minori, la sicurezza delle reti, il pluralismo dell’informazione, l’eventuale disciplina della net neutrality, la regolazione delle piattaforme e dei servizi machine to machine, delle piattaforme che utilizzano le apps, o, più ampiamente, della cosiddetta internet delle cose”.

Autore: ITespresso
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