Relazione Agcom: Italia arretrata nella banda larga, serve sicurezza per e-commerce

Autorità e normativeGovernance
Relazione Agcom: Italia arretrata nella banda larga, serve sicurezza per e-commerce
0 5 Non ci sono commenti

La Relazione annuale dell’Agcom ha acceso i fari sui ritardi dell’Italia nella banda larga e sulla necessità di maggiore sicurezza per l’e-commerce

La Relazione annuale dell’Agcom ha acceso i fari sui ritardi dell’Italia nella banda larga e sulla necessità di maggiore sicurezza per e-commerce.

La banda ultralarga in Italia è ancora arretrata: gli indicatori “presentano un grado di arretratezza preoccupante rispetto all’Europa” ha denunciato, ancora una volta il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, nella Relazione al Parlamento. La copertura della banda larga in Italia si ferma al 36% contro il 68% dell’Ue-28; in alcune zone c’è “totale assenza” di queste reti, ha inoltre lanciato l’allarme sul digital divide.

Relazione Agcom: Italia arretrata nella banda larga, serve sicurezza per e-commerce
Relazione Agcom: Italia arretrata nella banda larga, serve sicurezza per e-commerce

Il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani ha anche parlato del problema della sicurezza negli acquisti online da parte dei consumatori.
Oggi gli italiani vogliono acquistare su internet. Secondo un’indagine dell’Unc sulle vacanze online i pagamenti rapidi e sicuri sono al primo posto tra le cose che i consumatori chiedono, superiore addirittura alla convenienza“, ha commentato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori: “Spesso non c’è consapevolezza su cosa sia sicuro oppure no. Molti consumatori considerano una garanzia il bonifico bancario, che, invece, in caso di truffe e banche con sedi all’estero è il metodo di pagamento più pericoloso. Anche pagare chi affitta un appartamento non attraverso il sito, la piattaforma utilizzata, ma contattando direttamente la controparte, significa aumentare i rischi“.

Il segretario ha poi puntato il dito sui problemi della cyber sicurezza: “Per questo, sul digital crime, è necessario potenziare l’attività di repressione, risolvendo ad esempio il problema delle rogatorie internazionali che spesso restano ferme, ma anche informare meglio il consumatore“.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore