Relazione AgCom: Non decolla la banda ultra larga

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Relazione AgCom: Non decolla la banda ultra larga
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Resiste il digital divide: nel 2015 il 28% degli utenti italiani non ha mai navigato in Rete, percentuale quasi doppia rispetto all’Europa. Ma il divario culturale ha un ruolo importante

I ritardi italiani nella banda ultra larga sono sotto il microscopio da anni. Anche nell’ultima relazione AgCom, il presidente Angelo Marcello Cardani ammette che non decolla la broad-band e che esiste un Cultural divide. Solo il 5,4% degli abbonati dispone di una connessione in fibra ottica contro il 30% della media Ue. Gli italiani continuano a preferire la rete mobile a quella fissa, per accedere ai servizi di cui hanno necessità.

Relazione AgCom: Non decolla la banda ultra larga
Relazione AgCom: Non decolla la banda ultra larga

Nella Relazione al Parlamento del presidente dell’Autorità di garanzia nelle comunicazioni, il presidente Cardani, conferma: “La disponibilità dei servizi di accesso a reti fisse a banda larga ha raggiunto il 99% delle abitazioni e quella a banda ultralarga è passata dal 36% del 2014 al 44% del 2015. Tuttavia, la diffusione degli accessi a banda ultralarga è ancora molto basso: il 5,4% il numero di abbonati sulla popolazione contro il 30% dell`Ue, anche se in aumento rispetto al 2014, in cui la percentuale era ferma al 3,8%”.

Gli utenti italiani, sottolinea l’AgCom, “continuano a preferire l’accesso alle reti mobili rispetto a quelle fisse (75% di diffusione contro il 53% degli accessi alla rete fissa a banda larga base, sintomo di un rallentato processo di convergenza rispetto all`Europa in cui gli indicatori sono pressoché equivalenti e pari al 72 e al 75%)”. L’1,8% del reddito pro-capite degli italiani è indirizzato alla ricerca al minore prezzo disponibile per l’abbonamento a servizi a banda larga contro l’1,3% della media europea.

Resiste il digital divide (nel 2015 il 28% degli utenti italiani non ha mai navigato in Rete, percentuale quasi doppia rispetto al 16% dell’Europa), ma il Cultural divide, ovvero il divario culturale, ha un ruolo importante: “All’origine delle performance poco soddisfacenti dell’Italia due fattori determinanti: un minor livello di specializzazione e cultura digitale da un lato e l’invecchiamento della popolazione dall’altro. Alcune indagini, inoltre, mettono in evidenza il ruolo di freno alla diffusione dell`uso di Internet di fattori culturali e di abitudini di consumo; non si spiega altrimenti la percentuale quasi doppia dell`Italia rispetto all`Unione Europea di coloro che non hanno mai utilizzato Internet. Nel 2015, in Italia, tale percentuale è stata del 28% rispetto al 16% dell’Europa”. Per l’Autorità si tratta di un ritardo che “risulta più elevato nei servizi più evoluti e rivolti alla popolazione matura: lo shopping in cui solo il 39% degli italiani usa la Rete contro il 65% degli europei; il banking (43% contro il 57%); il Video on Demand (19% contro 41%); le News (57% contro 68%)”.

Nell’uso dei social network, si colma il gap con l’Europa: 58% degli italiani contro il 63% dell’Unione; mentre nell’uso di musica, video e giochi, l’Italia supera la media europea (52% contro 49%).

Crescono a doppia cifra gli investimenti complessivi in infrastrutture nel mercato delle Tlc. Lo scorso anno l’incremento si attestava al 20,2%, totalizzando 7,4 miliardi di euro. In particolare, per la rete mobile la crescita degli investimenti è stata pari al 15,5% (a 3,193 miliardi), per la rete fissa la crescita ammontava al 24% (a 4,182 miliardi) di cui la quota Olo è stata pari a 1,670 miliardi.

A beneficiare del calo dei prezzi delle Tlc sono i consumatori. Nel 2015 scendono i ricavi da servizi di telefonia vocale, per valore (-8,0%) e per volumi (contratti del 10,3% rispetto all’anno precedente). Nei servizi dati, la crescita (+3,6%) surclassa quelli da servizi voce.

Nel 2015, la quota di mercato di Telecom Italia nei servizi a banda larga continua a scendere al 47% delle linee, con un cslo di circa un punto percentuale rispetto al 2014.

L’Agcom accenderà i fari sull’ingresso di Enel nel settore della banda ultralarga, in particolare per monitorare l’accordo tra Metroweb e Enel Open Fiber, per valutare il possibile impatto sulla concorrenza.

La flessione dei ricavi complessivi dei servizi di Tlc su rete mobile sembra al tramonto: si registra solo un declino dello 0,6% rispetto al 2014. Forte la riduzione dei ricavi voce (-8%). In crescita, invece, i ricavi da servizi dati (+6,2%) e quelli da altri servizi (+5,5%).

Nella Tv, la pay Tv recupera terreno contro la Tv generalista, ma se la Rai domina in chiaro, Sky regna fra gli abbonamenti. Nella pubblicità, i ricavi complessivi del settore quotidiani scendono del 5%.

Autore: ITespresso
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