Brunetta: Il nuovo Codice PA Digitale per una Pubblica amministrazione snella e veloce

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e Finanza

Il nuovo Codice di Amministrazione Digitale promette una PA senza carta, come si dice in gergo IT: de-materializzata. Dopo il varo, ecco la roadmap di Pec, dematerializzazione e bandi nella PA Digitale

Dopo il Decreto Milleproroghe, parte il Codice di amministrazione Digitale, voluto dal ministro Renato Brunetta, che taglierà un milione di pagine l’anno per arrivare a quota 3 milioni nel 2012, con risparmi stimati del 90% per circa 6 miloni l’anno. La sola Pec promette risparmi per 200 milioni di euro. Varato il Codice PA Digitale, ecco la roadmap: entro 90 giorni le pubbliche amministrazioni useranno soltanto la Pec (la Posta elettronica certificata), quando serve la ricevuta di consegna, entro 4 mesi sarà istituito un unico ufficio responsabile per l’Ict, entro sei mesi saranno pubblicati i bandi di concorso sui siti Internet ufficiali, entro un anno arriveranno le regole tecniche per la de-materializzazione.

La “piena validità alle copie cartacee e soprattutto alle copie digitali dei documenti informatici” è fondamentale per procedere alla de-materializzazione della PA. Infatti il Codice di Amministrazione Digitale promette una PA senza carta, come si dice in gergo IT: de-materializzata. Ogni anno la PA archivia una quantità di carta pari al volume del Duomo di Milano. La PA digitale oggi inizia a dare l’addio alla carta e agli sprechi.

La Pec in numeri è stato un “successo”: mezzo milione di aziende già la possiedono; un milione sono i professionisti in regola (oltre il 50% del totale), ma nel 2010 “contiamo di arrivare a 2 milioni di professionisti”; si aggiungerà anche un milione di cittadini.

Nei mesi scorsi Assintel denunciava però il rischio paralisi per la digitalizzazione dei documenti. Altri dubbi riguardano il Digital Divide e l’assenza di una banda larga adeguata ai servizi da erogare: questi sono handicap per l’e-government. Inoltre il vero ritardo della Pa digitale, mai decollata, è culturale: solo l’85% della Pa centrale e l’80% di quella locale è dotata di sistemi IT per gestire protocolli (per i servizi ai cittadini, necessari a tagliare le spese e migliorare la produttività); l’open source in ufficio latita (fermo al 35% nella Pa locale); la Carta d’identità elettronica (Cie) è stato un flop; solo il 34% delle Pa locali aveva la Pec nei mesi scorsi, anche se le 330mila Pec in pochi mesi hanno dimostrato il boom di questo strumento. L’Italia, nell’erogazione di servizi al cittadino, si piazza al 23esimo posto su 27 nella Ue.

Pec nella PA
Pec nella PA
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore