Renato Brunetta vuole rendere trasparenti i compensi Rai

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La trasparenza non deve valere solo per i dipendenti della PA, ma anche per conduttori e giornalisti del servizio pubblico della Rai. Più glasnost per tutti

Il “bastone e la carota” del ministro Renato Brunetta non risparmiano nessuno. Ora la pubblica di trasparenza tocca alla Rai, dove vengono a volte svettano compensi stellari a fronte di programmi mediocri o non baciati dall’audience; e, al contrario, vengono percepiti contrattini da precari per chi fa un buon lavoro.

A rimettere in riga conduttori e giornalisti

Rai, le cui trasmissioni costano troppo rispetto ai risultati ottenuti, in termini di vendita di spazi pubblicitari, arriva dunque il ministro Brunetta, in realtà reduce da una gaffe con la Cgil, per non aver convocato il primo sindacato italiano a un prossimo incontro su altri temi.

Già noto per la controversa lotta ai fannulloni e per la riforma della PA digitale, Renato Brunetta ha proposto che i compensi dei conduttori Ra i vengano indicati chiaramente nei titoli di testa e coda: così, quando l’utente paga il canone Rai, saprà esattamente in tasca di chi finiranno i soldi della tassa versata.

Autore: ITespresso
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