Reporters Sans Frontières e l’Ambasciata Usa a difesa di Google

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Reporters Sans Frontières, che si occupa di libertà di stampa, dice che il verdetto contro 3 dirigente di Google è a rischio la libertà di espressione in Internet. L’Ambasciata Usa teme per il diritto di Internet libero

Il “caso Google” (la sentenza che ha condannato a 6 mesi di carcere tre dirigenti di Google) scuote il mondo. L’ambasciatore statunitense a Roma, David Thorne, ha ricordato il recente discorso del Segretario di Stato Hillary Clinton sulla libertà di espressione in Rete e sui cyber-diritti online.

L’Ambasciata Usa difende Google a spada tratta: in gioco è la libertà in Internet, un diritto inalienabile nelle società libere: “(…) Non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilitàpreventiva dei contenuti caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider”.

Anche Reporters Sans Frontières (Rsf) considera il verdetto un colpo basso per la libertà di espressione. “Sia chiaro, condanniamo la diffusione di un video del genere, ma i veri colpevoli sono gli autori delle immagini e chi le ha filmate e messe in Rete. E sono già stati condannati. Google, da parte sua, ha ritirato rapidamente il video dopo che gli era stato segnalato“, spiega l’associazione umanitaria in una nota.

Soprattutto, questa condanna instaura di fatto un controllo a priori sulla pubblicazione dei video. E’ un colpo per la libertà di espressione. Ed è ancora più simbolico che abbia colpito un Paese democratico” conclude Rsf.

Autore: ITespresso
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