Reti Ngn, Paolo Romani propone una società delle infrastrutture di rete

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Il governo proporrà a ciascun operatore Tlc di “giocare la sua partita” nell’ambito di una società delle infrastrutture per le reti Ngn

Il viceministro Paolo Romani convocherà Telecom, Vodafone, Fastweb, Wind a un tavolo di confronto sulle reti Ngn. Romani propone una società delle infrastrutture di rete, al posto della società della rete.

Il governo proporrà a ciascun operatore Tlc di “giocare la sua partita” nell’ambito di questa società delle infrastrutture.

L‘Italia è bloccata da mesi in materia di reti Ngn (Next generation network): gli 800 milioni del piano Romani sono congelati da quasi un anno a causa della crisi economica. Nelle scorse settimane Fastweb, Vodafone Italia e Wind hanno presentato ufficialmente il progetto aperto Fibra per l’Italia per una rete in fibra ottica (fiber to home) con investimenti da 2,5 fino a 8,5 miliardi.

Ma Telecom Italia ha rifiutato la proposta, e i tre operatori alternativi, senza il coinvolgimento di Telecom, hanno ammesso che l’investimeno si fermerebbe a non più di un terzo di 2,5 miliardi in 5 anni per coprire 15 città.

A questo punto la palla passa al tavolo del viceministro Paolo Romani: le reti Ngn sono strategiche per l’Italia? L’Italia sarà mai un paese per la banda larga e per Internet? Contro la crisi Internet e la banda ultra larga possono rappresentare un volàno per la crescita, anche in vista di E-gov 2012 e Expo 2015: solo la Pa digitale potrebbe produrre risparmi per 30 miliardi di euro. L’AgCom di Corrado Calabrò proporrà invece a luglio un’agenda in dieci punti per promuovere la banda larga e ultra-larga in Italia.

Autore: ITespresso
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