Rfid sotto la lente del Garante

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Le abitudini dei consumatori sono a rischio privacy nell’era delle etichette intelligenti a radio frequenza. Ecco le otto regole del Garante

Il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di dettare le prime regole per le etichette intelligenti o tecnologia Rfid che dovrebbe presto sostituire i vecchi codici a barre. Il garante Stefano Rodotà ha deciso di intervenire a tutela dei cittadini che devono essere informati, potendo esprimere un libero consenso e disattivando il chip. La tecnologia Rfid infatti potrebbe essere sfruttata per raccogliere innumerevoli dati sulle abitudini dei consumatori per delinearne un profilo, tracciandone i percorsi effettuati, la posizione geografica o analizzando quali prodotti acquista, indossa, trasporta. Un altro rischio concerne la possibilità che soggetti terzi, non autorizzati, accedano ai contenuti delle etichette.Le regole adottate sono otto. Innanzitutto, l’informativa: i consumatori devono essere opportunamente informate dell’utilizzo di sistemi Rfid. Quindi, il consenso: non è necessario quando le etichette intelligenti sono adoperate solo per il pagamento, ma se le etichette sono utilizzate per tracciare profili, è richiesto il consenso espresso e specifico degli interessati. La terza regola consiste nella disattivazione: deve essere assicurato il diritto di asportare, disattivare o interrompere gratuitamente ed in maniera agevole il funzionamento delle Rfid al momento dell’acquisto del prodotto. In caso di tecnologia Rfid applicata per l’accesso a luoghi di lavoro, è necessaria la garanzia per i diritti e le libertà delle persone. I microchip sottopelle, tranne casi eccezionali, devono considerarsi in via di principio esclusi in quanto in contrasto con i diritti, le libertà fondamentali e la dignità della persona. L’uso di etichette a radio frequenza deve risultare proporzionato agli scopi che si intende perseguire. Devono essere garantite misure di sicurezza ai dati così raccolti. Infine, in caso di uso adibito al posizionamento geografico o ad altre finalità, deve essere notificato preventivamente al Garante. In un recente studio di Deloitte, infine risulta che a livelllo mondiale il 70% dei distributori con fatturato superiore a 6,5 miliardi di euro sta investendo nella tecnologia dei tag intelligenti, con il fine di utilizzare la tecnologia Rfid entro 18 mesi.

Autore: ITespresso
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